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LA TECNICA
Il
Telaio e la Ciclistica
Le SportClassic
sono dotate di un telaio realizzato con un
traliccio di tubi in acciaio saldati (ALS
450), sviluppato espressamente per conferire alla
moto la maneggevolezza e la precisione di guida
desiderata.
Un telaio in grado di fornire la massima rigidità
alla torsione, e quindi offrire una guida appagante
e sicura anche quando si va alla ricerca del limite.
Questa struttura,
utilizzata su tutte le Ducati, si adatta
perfettamente allo stile della Paul Smart che
conserva il legame con il passato presentandosi con
un traliccio verniciato verde-acqua metallizzato.
In particolare il telaio a traliccio della Paul
Smart, realizzato con elementi tubolari in acciaio,
è caratterizzato dall’attacco del braccio mobile
dell’ammortizzatore di sterzo, posizionato sul lato
sinistro del cannotto di sterzo.
Per la versione
Sport il traliccio di tubi in acciaio è verniciato
di nero, e si differenzia da quello utilizzato sulla
Paul Smart solo per l’assenza dell’attacco per
l’ammortizzatore di sterzo e per la diversa
posizione del fissaggio commutatore accensione e
bloccasterzo.
Sia la Paul Smart
che la Sport sono caratterizzate dalla presenza dei
semimanubri. La scelta di
utilizzare queste parti, mutuate direttamente dalle
moto da competizione, sottolinea lo spirito sportivo
di queste nuove bicilindriche di Borgo Panigale.
Nella versione Sport i semimanubri sono posizionati
20 mm più in alto rispetto alla Paul Smart.
La ciclistica delle
Ducati SportClassic vanta un interasse di
1425 mm e una avancorsa di 103 mm,
ottenuta con un avanzamento degli steli della
forcella rispetto l’asse di sterzo di 25 mm (offset
perno ruota anteriore), e un’inclinazione del
cannotto di 24°. L’interasse leggermente superiore a
quello che caratterizza le moto sportive Ducati (ad
esempio quello della Supersport 1000 DS misura 1395
mm), sottolinea lo stile tipico delle moto prodotte
negli anni Settanta, che erano, tendenzialmente,
lunghe (La 750 GT, Sport e Super Sport prodotte tra
il 1971 e il 1978 avevano un interasse tra i 1500 e
i 1530 mm).
Il
Forcellone
La Paul Smart e la
Sport utilizzano un nuovo forcellone in tubi
di acciaio saldati con diametro di 60 mm e
spessore di 2 mm, caratterizzato da un braccio
destro arcuato, per consentire l’utilizzo del
nuovo impianto di scarico con due
silenziatori sovrapposti, e da una traversa
tubolare che unisce il braccio arcuato con quello
rettilineo (lato catena) su cui è riposto l’attacco
per l’ammortizzatore posteriore.
L’utilizzo della
traversa tubolare, unita alla presenza di un
fazzoletto di rinforzo posizionato tra traversa e
tubo arcuato, garantisce un’elevata rigidità che
influisce positivamente sulla precisione di guida.
I due bracci del
forcellone sono ottenuti da tubi estrusi e piegati,
mentre la particolare forma della traversa tubolare
è realizzata mediante la tecnologia dell’idroformatura.
Questo nuovo
forcellone presenta un semplice e razionale
sistema per regolare la posizione del perno-ruota
posteriore e conseguentemente la tensione della
catena.
Il tensionamento catena si realizza serrando i dadi,
in appoggio sui tappi posizionati all’estremità del
forcellone, su prigionieri solidali con una crociera
scorrevole all’interno delle gambe del forcellone.
Il pacco ruota-posteriore viene serrato tramite un
dado esterno che agisce bloccando i cursori esterni
e interni alle gambe.
Analizzando questo
sistema, che richiama quello utilizzato nelle moto
degli anni ‘70, tuttavia si nota come le dimensioni
del forcellone, del perno-ruota e di tutti gli
elementi che insieme compongono il pacco-ruota,
siano notevolmente incrementate rispetto a quelle
del passato.
Le
Sospensioni
L’intera famiglia
si avvale per il comparto delle sospensioni di una
componentistica di alto livello.
La Paul
Smart 1000 Limited Edition,rifacendosi alla
750 Super Sport del 1974 (che, a quel tempo,
rappresentava la moto sportiva per eccellenza), non
poteva che presentarsi con una componentistica di
alto livello. Infatti la moto è equipaggiata sia
nell’avantreno che nel retrotreno con
sospensioni Öhlins completamente regolabili.
Al posteriore, la moto si distingue per il
monoammortizzatore montato sul lato sinistro che
mette in evidenza il nuovo impianto di scarico
composto da due silenziatori sovrapposti
posizionati lateralmente a destra.
Sospensioni esclusive per una moto esclusiva
prodotta in serie limitata. L’ammortizzatore
posteriore e la forcella Öhlins appartengono a una
gamma solitamente destinata alle competizioni, e
garantiscono la possibilità di intervenire su
numerosi parametri di regolazione. Il mono
posteriore, come la forcella a steli
rovesciati da 43 mm, possono essere
regolati nel precarico, oltre che nel freno in
compressione ed estensione, per garantire una messa
a punto ideale in ogni condizione di guida.
La ricerca della perfezione nei dettagli è
completata dall’utilizzo di un
ammortizzatore di sterzo Sachs, lucidato
con stelo cromato, che conferisce alla moto maggiore
stabilità e precisione di guida.
Il reparto
sospensioni della Sport 1000 è
affidato a una forcella Marzocchi a
steli rovesciati con diametro da 43 mm
e al posteriore a un monoammortizzatore
Sachs, regolabile nel
precarico e sul freno idraulico in estensione e
compressione. Questa soluzione permette di coniugare
un moderato assetto sportivo con il necessario
comfort richiesto da un uso stradale.
Le Ruote
La Paul Smart e la
Sport 1000 utilizzano delle ruote a raggi
di pregevole fattura.
I canali
Excel da 17”, in lega di alluminio,
garantiscono, grazie alla loro dote di leggerezza,
un peso complessivo ridotto dell’insieme ruota
anteriore.
I 36 raggi in
acciaio cromato e deidrogenati sono tutti della
stessa lunghezza e presentano una riduzione del
diametro, in prossimità del foro del mozzo, da 5 mm
a 4,4 mm. La scelta tecnica di utilizzare 36 raggi
scaricati permette di contenere notevolmente le
masse non sospese. Il mozzo della ruota è costruito
in alluminio pressofuso e verniciato.
Ovviamente, poiché
sui canali sono presenti i fori per il fissaggio dei
raggi, non possono essere utilizzati pneumatici
tubeless. Per questo motivo si utilizzano pneumatici
con camere d’aria.
Le
coperture, realizzate appositamente
dai fornitori con un disegno esclusivo che richiama
quello degli anni ’70, sono realizzate con
le più moderne tecniche e con le migliori mescole di
gomma.
I Freni
L’impianto
frenante anteriore delle Ducati
SportClassic è composto da due pinze freno
Brembo flottanti con due pistoncini,
termicamente isolati, di diametro 30 e 32 mm. I
dischi sono semiflottanti con diametro di 320 mm e
spessore di 4 mm.
L’impiego di ruote
a raggi ha reso necessario l’applicazione di questa
tipologia di pinza, che vanta un ingombro ridotto
sul lato rivolto verso la ruota. Contrariamente alla
maggior parte degli impianti-freno di primo
equipaggiamento, in cui vengono utilizzate pastiglie
organiche, le pinze che equipaggiano le moto di
questa nuova famiglia utilizzano pastiglie
sinterizzate che garantiscono elevate prestazioni in
frenata secondo gli standard Ducati. Il sistema di
montaggio delle pinze permette il loro scorrimento
su due perni, in modo che la pastiglia che si trova
sul lato opposto dei pistoni attuatori possa essere
compressa contro il disco.
L’impianto freno
posteriore Brembo è composto da una pinza freno
flottante a un pistoncino, con disco da 245 mm.
L’Impianto di scarico
La Paul Smart e la
Sport utilizzano un nuovo impianto di
scarico in acciaio inox nero opaco.
L’impianto si presenta con la particolarità dei due
silenziatori sovrapposti posizionati sul lato destro
della moto.
Le linee e
i colori dei silenziatori riprendono quelle
dei tipici scarichi utilizzati tra la fine degli
anni ’50 e gli anni ‘70 sulle moto da competizione.
I due collettori,
uniti da un tubo di compensazione sul quale è
montata la sonda lambda, si collegano ai due
silenziatori sovrapposti fissati al telaio tramite
un supporto a traliccio in acciaio cromato.
Queste due moto
sono le prime Ducati in grado di soddisfare
le normative antiinquinamento EURO 3: la
sonda lambda all’interno del tubo compensatore dei
due colletori di scarico permette di fare funzionare
con la massima efficienza i due catalizzatori
trivalenti alloggiati all’interno dei due
silenziatori. La funzione della sonda lambda
è quella di rilevare l’ossigeno presente nei gas di
scarico e, agendo tramite retroazione sul controllo
motore, calibrare il titolo della miscela in
particolari condizioni di funzionamento del
propulsore. In questo modo la concentrazione
dell’ossigeno stesso, che attraversa il
catalizzatore, è tale da permettere il corretto
sviluppo delle reazioni chimiche.
I due catalizzatori trivalenti ossidano gli
idrocarburi incombusti, il monossido di carbonio e
riducono gli ossidi di azoto.
L’Elettronica
Le tre moto
SportClassic presentano una nuova
disposizione dell’impianto elettrico
caratterizzato dall’assenza di cablaggi a vista.
Oltre a un innegabile vantaggio estetico,
l’innovativa sistemazione del sistema consente
un’immediata accessibilità, da parte dell’utente, a
tutti i principali componenti dell’impianto stesso.
Le parti principali
dell’impianto – ovvero centralina, dispositivo
controllo motore, fusibili e regolatore di tensione
–, sono state razionalmente alloggiate sul piano
sottostante la sella, sul cui fondo è stato ricavato
anche un ampio vano porta oggetti.
Per gestire
l’iniezione e l’accensione elettronica del 1000 DS
montato sulle versioni SportClassic, è stata
utilizzata la centralina 5AM della Magneti
Marelli che ha circuiti elettronici agli
stati ibridi, realizzati su supporti ceramici
multistrato con una elevatissima integrazione. Le
dimensioni della centralina, posizionata sotto la
zona posteriore della sella, sono infatti molto
contenute. Ha una FlashEPROM che permette in sede di
sviluppo e messa a punto una riprogrammazione
ripetuta dei parametri di attuazione, sfruttando un
collegamento seriale con specifici tools. Al suo
interno, sono presenti anche i circuiti di potenza,
per pilotare le due bobine di accensione con doppia
uscita (ogni bobina è collegata alle due candele di
ciascun cilindro) e i due iniettori (uno per
cilindro) della serie PICO e cioè con dimensioni
contenute.
Estremamente
innovativo è l’utilizzo dello Stepper Motor,
ovvero di un motorino passo-passo per la regolazione
automatica del regime del minimo a circa 1200
giri/min. già montato sulla Ducati Multistrada.
Questa metodologia di controllo è molto utile per
garantire un minimo perfetto, anche quando varia nel
tempo l’aspirazione del motore a causa del naturale
deterioramento di alcune sue parti meccaniche.
Sparisce, dunque, dal corpo farfallato il meccanismo
per gli avviamenti a freddo, semplificando
notevolmente il sistema che aziona le farfalle
acceleratore. Il regolatore del minimo ha un
otturatore con movimento orizzontale, spostato da un
sistema vite-madre vite collegato a un motorino
elettrico passo-passo. E’ inserito in una fusione in
alluminio con la quale, tramite tubi in gomma, è
realizzato il circuito di by-pass sulle farfalle
acceleratore. L’attuatore è comandato direttamente
dalla centralina controllo motore, che applica
strategie particolari per la regolazione automatica
del minimo.
Lo Stile
e le finiture
La Paul Smart 1000
L.E. e la Sport 1000 riflettono profondamente lo
stile del passato, pur essendo state interpretate in
chiave estremamente moderna.
L’inconfondibile
stile della Paul Smart è segnato
dalle linee tondeggianti del cupolino, del
serbatoio, dalla peculiare forma della sella,
dall’esclusivo impianto di scarico e dalla presenza
delle ruote a raggi.
In sella alla moto è immediata la percezione della
cura dei singoli dettagli, partendo
dalla lucentezza del tappo serbatoio cromato
si sposta l’attenzione sulla pregevole e ricercata
testa di sterzo lucidata e anodizzata.
Fissato alla testa di sterzo tramite un morsetto in
alluminio risalta l’ammortizzatore di sterzo
interamente lucidato con stelo cromato.
L’assieme supporto specchi-cupolino
è sostenuto da un apposito tubo in alluminio
nastrato e anodizzato. La vista poi cade sul
cruscotto a sfondo bianco su cui compare il logo
Ducati, impreziosito dalle due cornici e
dai due pulsanti cromati.
L’esclusività della Paul Smart 1000 Limited Edition
è sottolineata dalla presenza di
un’incisione dedicata sul tappo di
fissaggio del telaietto di supporto dell’assieme
specchi-cupolino.
Tutta
l’essenzialità delle moto “Cafè Racer” è incarnata
perfettamente dalla Sport 1000 che
si presenta senza cupolino e con la
peculiarità degli specchi cromati, completamente
regolabili, posizionati all’estremità del manubrio.
Le inedite colorazioni del giallo, nero e rosso,
arricchite dagli abbinamenti cromatici con le bande
longitudinali che attraversano centralmente il
serbatoio e il codino, esaltano l’eccentricità di
questa “sport naked”.
La parte anteriore della moto evidenzia le finiture
del cruscotto e la peculiare testa di sterzo, sulla
quale spiccano i due tappi forcella in lega
di alluminio lucidati e anodizzati.
Tanti sono gli
elementi che contribuiscono a impreziosire
le due nuove Ducati SportClassic.
La
particolare conformazione della sella è
enfatizzata dal rivestimento, caratterizzato dalla
doppia cucitura che ne rimarca le linee e sul quale
è stato apposto il logo Ducati.
La continua
ricerca della perfezione dei particolari
viene completata dall’utilizzo di componenti lucidi
quali l’assieme-pedane, il gruppo
asta-comando-cambio, la leva freno e la stampella
laterale.
Anche lo stesso
bicilindrico a L è arricchito con particolari
dedicati: il coperchio frizione e il
coperchio ispezione fasi albero motore interamente
cromati, il coperchio valvole lucido e le cartelle
copricinghia nere.
Il nuovo
gruppo ottico posteriore dalle forme
tondeggianti rappresenta un altro componente di
forte richiamo allo stile anni ’70. E’ un gruppo
integrato composto da frecce cromate montate su
supporto elastico e luce posteriore/stop centrale.
Altro elemento di
stile e di richiamo alle moto del passato è il
sistema di fissaggio della batteria,
e del relativo supporto in plastica: quest’ultimo è
basculante rispetto a due perni del telaio e
consente nella sua massima inclinazione all’indietro
l’estrazione della batteria. Il supporto in
plastica, personalizzato con logo Ducati in rilievo,
è chiuso nella parte superiore da uno speciale
elastico e è avvolto, alla base, da una cornice in
lamiera d’acciaio alleggerita e verniciata come il
telaio.
Il
Motore
Per tutta la
famiglia SportClassic la scelta del motore è stata
quella del rinomato bicilindrico desmodue
raffreddato ad aria da 992 cc, il motore Ducati 1000
Dual Spark, apprezzato per la sua coppia
erogata e per la grande affidabilità.
L’erogazione
generosa già ai bassi regimi di questa moderna unità
motrice raffreddata ad aria, sottolinea il carattere
sportivo delle tre SportClassic.
Questo propulsore, in grado di superare le
future normative Euro 3, è frutto di un
progetto completamente nuovo sviluppato per ridurre
le emissioni e ottenere, al tempo stesso, ottime
prestazioni.
Compatto,
potente e riconosciuto come la massima espressione
della filosofia Ducati del bicilindrico
raffreddato ad aria, il motore 1000 Dual Spark Desmo
- che già equipaggia la famiglia Monster,
Multistrada e Super Sport - è il frutto di decenni
di esperienza che si riassumono in una serie di
innovazioni che vanno dalla camera di combustione
alle teste, dai cilindri fino all’albero motore.
Il risultato finale è un motore potente,
addirittura esuberante ai medi regimi,
riconosciuto per questo come il più avanzato motore
bicilindrico a L raffreddato ad aria mai progettato.
Il propulsore infatti oltre a offrire i
significativi vantaggi applicativi e progettuali del
motore raffreddato ad aria, si ispira alle
tecnologie del motore Testastretta utilizzato nelle
competizioni sportive, riproponendone le tecniche di
fusione delle teste, gli alberi a camme a supporto
oleodinamico, l’angolo e la conformazione delle
valvole.
A questo si aggiunge l’esclusivo sistema
Dual Spark di accensione a doppia candela,
capace di favorire una combustione più completa
grazie a un doppio fronte di fiamma, sviluppando
così una maggiore potenza ai regimi intermedi e
riducendo, allo stesso tempo, le emissioni.
Entrando più nei dettagli del motore 1000 DS, si
evidenzia una diminuzione dell'angolo tra le
valvole (principio di base della nascita
dell’iridato Testastretta) che ha reso possibile una
camera di combustione più raccolta, riducendone il
volume e ottenendo di conseguenza sia una
combustione più completa sia un maggiore rapporto di
compressione e quindi più potenza. La migliorata
efficienza della camera di scoppio consente di
utilizzare una miscela aria/benzina piuttosto
“magra”, senza compromettere il buon funzionamento
alle temperature elevate, e di ridurre in modo
significativo le emissioni di idrocarburi (HC).
Gli alberi
a camme sono supportati da cuscinetti
oleodinamici che riducono gli ingombri, il peso e le
masse in movimento, favorendo la dissipazione del
calore. Questa nuova configurazione pone gli alberi
a camme in un rapporto più diretto con le valvole,
riducendone l'attrito e le sollecitazioni esercitate
sui loro componenti, accrescendone l'affidabilità.
Infatti, nonostante la testa sia molto compatta
nelle dimensioni, essa lascia più spazio alle
valvole, il cui diametro è di 45 mm per quanto
riguarda la valvola di aspirazione e di 40 mm per
quanto riguarda invece la valvola di scarico. A
questo si aggiunge che le sedi-valvole realizzate in
bronzo berillio, un materiale tecnologicamente
avanzato capace di offrire una migliore dispersione
del calore riducendo l’usura, garantiscono un
gioco-valvole più preciso nel tempo.
Sia
l'alesaggio che la corsa dei pistoni
contribuiscono anch’essi a offrire una resa migliore
in termini di potenza. Per garantire alte
prestazioni anche ai regimi intermedi, l'albero
motore, l'alesaggio dei cilindri e i pistoni sono
studiati per ottenere un alesaggio di 94 mm con una
corsa del pistone di 71,5 mm. I pistoni
inoltre presentano segmenti di acciaio nitrurato
in grado di garantire una buona tenuta e ridurre
notevolmente il consumo di olio. Questi ultimi, da
94 mm, sono uniti all'albero motore per mezzo di
bielle realizzate con un materiale (30NiCrMo4), che
vanta ottime caratteristiche di fluidità durante la
forgiatura. Inoltre la sezione trasversale
della biella più sottile, ma al contempo
più ampia, conferisce resistenza e leggerezza,
sinonimi di affidabilità e alte prestazioni.
L’ albero motore è dotato di una
massa compatta e, grazie ad aperture per la mandata
dell'olio posizionate in maniera strategica, si è
riuscito a sfruttare aree meno critiche dal punto di
vista strutturale. Il risultato è un albero motore
più rigido e meno flessibile capace di
ridurre al minimo le vibrazioni garantendo una
maggiore affidabilità.
Sia la
campana che i dischi frizione, infine, sono
realizzati interamente con una speciale lega di
alluminio. La vita utile della frizione è
aumentata notevolmente, grazie a questo materiale e
al fattore di usura più equilibrato della lega di
alluminio nei confronti degli attriti. Tolleranze
maggiori e il minor valore di risonanza
dell'alluminio rispetto all'acciaio rendono la
frizione silenziosa.
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