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La
Tecnica
Le
ruvidità superficiali dei carter motore non sono lì a testimoniare una
finitura grossolana e “alla buona”, sono invece lì a garanzia che la
fusione è stata realizzata seguendo la procedura "in terra". È una
metodica più lenta e molto più costosa, che offre però maggiori garanzie
di resistenza strutturale. Per questo motivo è utilizzata sui motori da
competizione, e solo pochissime moto di serie (sia pur a tiratura
limitata come la Benelli) possono vantarla. La Tornado è curatissima,
pregiata, inusuale...stupisce. Omologandosi a quanto il mercato già
propone non si va da nessuna parte, il cuore degli appassionati è duro
da penetrare… E questo, Andrea Merloni, il patron della Benelli, lo sa
molto bene.
La
Tornado è ricca di spunti originali atti a renderla unica nel vasto
panorama motociclistico. Uno su tutti spicca in modo notevole: la
sistemazione dei radiatori sotto il codone e le grandi
ventole d’estrazione, gialle, in coda. Due generosissimi condotti
abbracciano il telaio partendo dal muso fino al radiatore ch’è posto
orizzontalmente. Questa soluzione consente di ridurre al massimo la
sezione frontale e di montare il motore in posizione il più
avanzata possibile per migliorare la distribuzione dei pesi,
che effettivamente sulla Tornado, grava sempre in misura maggiore
sull’avantreno, anche con il pilota in sella.
Arricchiscono
la scheda tecnica: una triade di generosi corpi farfallati di 45mm
d’indotto controllati dalla centralina SAGEN per l’iniezione, le
bobine integrate nelle pipette (per una minore dispersione), e un cambio
a sei marce totalmente estraibile assistito da una frizione a secco e
coadiuvato da un sistema antisaltellamento meccanico per tenere a bada
il poderoso effetto freno motore del tre cilindri.
Il motore, provato anche in configurazione BIG BANG (fasatura a
scoppi ravvicinati) sfrutta una tradizionale fasatura di 120°, più
efficace a livello prestazionale. Dati alla mano risultano all’appello
140cv abbondanti immersi in 100Nm di coppia massima a
8500rpm. Un motore di tutto rispetto…
Inusuale
è poi la conformazione del telaio in acciaio al cromo molibdeno;
questo è composto da due tubi di 35mm di diametro che, partendo
dal canotto di sterzo, fasciano il motore fino ad una coppia di piastre
in alluminio fuse in terra, alle quali sono collegati, mediante viti
traenti, ed incollati con tecnologia aeronautica. Lo scarico è
totalmente in titanio e creato ad hoc per la Tornado da "mamma"
Arrow; l’aderentissima carenatura sfoggia, sotto ad una perfetta
verniciatura, tanto buon carbonio e fibre composite.
Il
telaio e la ciclistica poi si presentano totalmente rimodellabili…
Chiunque potrà cimentarsi nella difficile arte di cucirsi addosso questa
scultura semovente, in base al percorso o (molto meglio) alla pista che
si andrà ad affrontare. Il canotto di sterzo, ad esempio, è
regolabile su tre posizioni tra 22,5° e 24,5° grazie ad un
eccentrico; allo stesso modo il forcellone è regolabile
nell’interasse, che di partenza è di ben 1419mm, sempre tramite
eccentrico…
Forcella
a steli rovesciati da 42mm Ohlins con canne riportate al T.I.N. e
mono a gas della medesima marca sono entrambi pluriregolabili...la
giusta e meritata dotazione di bordo per guidare davvero forte. Talmente
forte, che serve tutta la potenza e la modulabilità sopraffina di un
bell’impianto frenante Brembo serie ORO con dischi da 320mm, per
garantire un'altrettanto valevole frenata. Non male…
Pronti?
Salendo
in sella non si può far a meno di notare come la Tornado sia “larga di
fianchi” a causa dei condotti per il radiatore che passano accanto al
telaio appena sotto il lavoratissimo serbatoio. I semi-manubri
sono decisamente bassi ma giustamente “aperti” per garantire un
ottimo braccio di leva nelle esse strette, mentre, nel veloce, la
stabilità è garantita dal servizievole ammortizzatore di sterzo presente
di serie.
Il peso si fa sentire (da fermi) solo a causa di una sella posta
ad un’altezza abbastanza importante, il che garantisce una ottima luce a
terra ma rende difficoltose le manovre a motore spento.
Giriamo la chiave e lasciamo che la centralina effettui il check-up
ammirando la strumentazione racchiusa in una cornice d’alluminio
satinato (anche troppo satinato, quasi da sembrare praticamente
cromato); strumentazione personalizzata di notte, in modo
inequivocabile, da una mistica illuminazione blu.
Diamo contatto e il sig.TRE Cilindri ci annuncia con voce roca ch’è
pronto a dar battaglia, ben coadiuvato da una inebriante tonalità di
scarico e da una melodia meccanica di sottofondo. No, questo non è
decisamente un motore silenzioso… Per fortuna!
come va...
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COME VA:
Saliti in sella si capisce subito che il carattere della moto è
prettamente sportivo:
le pedane sono più alte rispetto altre race replica e il
busto è inclinato, al punto giusto, verso l'avantreno. I semimanubri
non sono particolarmente inclinati e questo rende la moto
decisamente agile. Quando si "pigia" il pulsante dello start, sotto
il casco risplende subito un sorriso a quarantadue denti! Il rumore
è...strano, ma bellissimo! Sarà colpa all'Arrow che esce di serie
dalla casa...
Noto subito una cosa un po' stranina: il minimo è abbastanza alto
(1500/1700g/m)...mmm... Altra cosa che fa storcere un po' il mio
sorriso è stato il cambio:preciso in tutti gli innesti, diventa
bastardo quando da fermi bisogna inserire il folle...anche regolando
il
registro della frizione ho trovato sempre difficoltà.
Dentro la prima, apro il gas...la moto sale di giri con molta
dolcezza, quasi non sembrerebbe una 900... Anche prendendo "a
manate" la leva del gas la moto rimane sempre abbastanza neutra,e
per fargli dare quella "botta" di cavalli, necessaria ad alzarla,
occorre decisamente sfrizionare.
Il comportamento in staccata è divertentissimo grazie alla
frizione antisaltellamento elettronica:la ruota posteriore scivola
dolcemente pur buttando sotto due marce,sembra quasi di aver
lasciato un dito aggrappato leggermente alla leva della frizione...In
curva il comportamento è molto intuitivo, la moto scende in piega
che è una bellezza, basta una semplice forza sul semimanubrio...e mi
ritrovo col ginocchio a terra,tuttavia nel momento in cui chiudo il
gas il motore mi gioca uno scherzetto fastidiosissimo:c'è un
effetto ON/OFF enorme e nel momento in cui si chiude il gas.
Complice anche una forcella un po' morbidina rispetto al retrotreno,
la moto tende ad "ammosciarsi" un po' sull'anteriore producendo un
certo ondeggiamento,ben controllabile grazie anche
all'ammortizzatore di sterzo di serie, ma che su una moto del genere
non mi sarei aspettato...
Capisco in quel momento perché il minimo è tenuto così alto!!! Se
fosse portato al valore originale (circa 1000 g/m) questo difetto
tenderebbe inesorabilmente ad ampliarsi, rendendo la moto
decisamente scomoda da gestire.
In fase di uscita di curva ritorna tutto nel magico mondo della
stabilità, il numero dei giri sale in modo progressivo e la moto
esce esattamente lì dove voi avevate puntato lo sguardo...ottimo!
La facilità del motore e tale che, quando decidete di "aprire",
potete ruotare completamente la manopola del gas senza avere nessun
problema!!!
Concludendo: speriamo di avere, in futuro, la possibilità di
"giocare" con la Benelli per più tempo, magari in pista, in modo da
poter smanettare un po' con le regolazioni,
e vedere se, con qualche ritocchino alla forcella, la moto si
comporta ancora meglio. Personalmente, mi è
sembrata una moto con una ciclistica precisa e allo stesso tempo
"facile"; con un motore un po' "moscio" per essere un 900,ma
sfruttabilissimo e godibile; esteticamente...è bellissima!!!
Una moto che comprerei...se solo avessi:un c/c enorme, e un garage
già colmo di gioiellini simili in serie limitata... |
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SECONDO PARERE
Prima dentro e...faccio subito i conti con il primo problema di una
vera e propria moto da corsa…
La frizione, a cavo, è dura e decisamente difficile da
modulare, ricorda molto quella di una certa cuginetta rossa e
italiana… Ma passato il momento dello “stacco” la strada è
tutta in discesa…
La configurazione con la quale viene consegnata, con il canotto a
23,5°, rende molto agile e reattiva la moto,pur essendo questa di
notevole “importanza”; inoltre la posizione avanzatissima del motore
si fa presto sentire: la moto aggredisce le curve puntando
decisa alla corda, tanto che sulle prime può
sorprendere,costringendo il pilota a poco eleganti manovre di
correzione del tipo: piega, alza, ri-piega...Correzioni che comunque
farete con l'animo tranquillizzato dal granitico avantreno!
Le Dunlop SportMax che abbiamo trovato come primo
equipaggiamento si sono rivelate buone per la strada, ma una moto
del genere, pretende gomme in mescola e un circuito dove sfruttarle
a fondo.L’assetto così spostato sull’anteriore crea, do contro,
occasionali problemi di motricità: durante una guida "al limite", vi
troverete a fare i conti con nette perdite di aderenza del
retrotreno in uscita di curva,producendo scenografiche quanto
cardiopatiche intraversate… ( Si dice che a volte la vita passi
davanti ai propri occhi in meno di un secondo, in questo caso
vedrete scorrere davanti ai vostri occhi soprattutto cifre:
l’ipotetica conta dei danni...la somma sborsata per acquistarla… da
brivido! )
L’erogazione del motore non aiuta di certo, rivelandosi
quantomeno brusco nell’apri e chiudi; questo mi ha portato a pensare
che l’esemplare in prova avesse problemi di mappatura. Il pensiero è
svanito quando, la suddetta caratteristica,mi è stata confermata da
più d’un fortunato possessore della Tornado.
Abbandonata la curva alle mie spalle e ben aggrappato ai
semimanubri, mi lasciamo trasportare dalla mascolina forza dal TRE
cilindri pesarese che rivela un’erogazione a due facce:
relativamente docile sotto i 7000rpm, con un buon tiro già
dai 5000rpm, e scatenata e grintosa passati gli 8000rpm fino
a quasi 12000rpm dove s’incoccia,spesso e volentieri, contro il
limitatore; questo pare posto lì solo a rovinare un allungo che
sembra non finire mai, anche perché, ad orecchio, quasi non si
capisce che si è arrivati in zona rossa (la zona Aliena…nd Icy).
In staccata si rimane perplessi...forse a causa di un sistema
di antisaltellamento tarato, a mio avviso, troppo prudentemente.
Scalando tre marce, una volta rilasciata la leva, si sente questa
arrestarsi a metà corsa, con un avvertibile pulsazione che ci
conferma l’entrata in funzione del sistema di contenimento del freno
motore… Contenimento, a mio parere, troppo pronunciato, in quanto la
prima sensazione è quella di aver inserito il folle(e la conta dei
danni di un eventuale “luuuungo” torna a scorrere davanti ai nostri
occhi!). Una volta fatta la mano (è proprio il caso di dirlo) si
riesce a sfruttarequesta personalissima interpretazione del
anti-saltellamento della Benelli, producendosi in ingressi di curva
in stile duetempistico (nessuna derapata e line pulitissime),
contando anche molto sui freni che si possono “tenere in mano”, fin
dentro alla curva, senza fastidiose tendenze a “prender sotto”;
ottimo il lavoro della forcella. Avrei gradito, come primo
equipaggiamento delle pastiglie leggermente più “cattive” e
performanti:è vero che queste garantiscono un buon feeling e una
buona modulabilità, ma, vista la provenienza racing quasi urlata da
tutto il resto della componentistica,è un vero e proprio controsenso
constatare, sulla Benelli, la necessità di uno sforzo maggiore sulla
leva rispetto alle concorrenti molto più stradali e meno pistaiole.
Nulla che, in ogni caso, non si possa rimediare al primo tagliando…
E si, perché, lo ribadisco, la Benelli Tornado è una moto nata in
pista ed omologata quasi a forza; per strada è sicuramente sprecata,
anche se vederla passare è una gioia:sia per gli occhi
dell’appassionato, ipnotizzato da tanta tecnica e bellezza
componentistica, sia per quelli del profano, incantato dalla
personalità “viva” che questa moto esprime in ogni sua linea.
Perché acquistarla? Perché rappresenta un pezzo di storia, perché è
bellissima,e perché...è una Benelli come quelle dei tempi che
furono. Chi acquisterà la Tornado, farà comunque per prima
cosa una scelta di cuore, e se saprà sorvolare sui suoi piccoli
difetti, potrà godere di un mezzo assolutamente esclusivo, con un
carattere davvero forte ed intrigante…
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