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Buell XB12R Firebolt ed XB12S Lightning, Street Fighter si nasce…
“La coppia è come la potenza
muscolare, fa sprigionare la forza per scaricala sull’asfalto ed è
proprio la coppia che rappresenta l’essenza della guida”
Be, dopo
aver letto questo “spot” al Buell Day, la voglia di provare i nuovi
modelli, le moto che hanno dato vita al fenomeno delle Street Fighter
cresceva sempre di
più... Questo tipo di moto, in america ,ormai è una realtà ma che piano
piano si sta facendo strada a gomiti larghi anche nel mercato Italiano.
Il
cocktail è di quelli esplosivi; carrozzeria ridotta al minimo con
estetica ricercatissima, componentistica da special, peso
piuma e tanta grinta.
Erick Buell l’ha pensata proprio
bene quando tiro’ fuori la prima leggendaria Thunderbolt S2, impostando
tutto sull’idea che per divertirsi in moto non è necessario avere sotto
la sella il motore piu’ potente del mondo o guidare alla massima
velocità possibile, conta anche come si arriva a destinazione, e salendo
su una Buell, una delle moto piu’ innovative e fuori dagli schemi di
questi ultimi anni, le emozioni e il divertimento sono assicurati;
soprattutto ci si sente in sella a qualcosa di unico.
Estetica e tecnica
Questa moto non ama le mezze misure,
è completamente fuori dagli schemi, ti cattura e ti incuriosisce al
primo sguardo. Tutto è raccolto il piu’
possibile al centro della moto: motore , scarico , sospensione
posteriore; il tutto unito ad un interasse di soli
1320 mm.... Questo le da
ovviamente una maneggevolezza quasi imbarazzante che sulle prime tende a
prendere un po’ in contropiede...
Notevoli altre soluzioni tecniche
come il serbatoio del carburante nel telaio e quello dell’olio nel forcellone posteriore o la
trasmissione a cinghia e il freno anteriore
perimetrale con tubi in treccia metallica.
Sulla
Lightning XB12S esteticamente gli unici
appunti si possono muovere agli specchietti, troppo “semplici” forse su
una linea cosi accattivante e alla sella che ha mostrato un leggero
“gioco” ; per il resto la moto ha una posizione di guida eccezionale,
comoda e pronta a divorare le curve. Il manubrio non è eccessivamente
largo e il serbatoio permette un ottimo inserimento del pilota.
Sulla
XB12R, la versione più “racing”, non
passa inosservato il gruppo ottico con i 2 piccoli fari poliellisoidali
molto aggressivi,
inglobati in un semi-cuopolino ridotto all’essenziale ma che fa la sua
scena. Su questa versione al posto del manubrione, troviamo una coppia
di semimanubri, la posizione è di conseguenza maggiormente caricata ma
rimane comunque comoda e non stanca; la sella è sdoppiata e c’è la
possibilità di mettere il guscio monoposto.
Il sound
del V-Twin non lascia dubbi, quel sound è unico e ti cattura alla prima
manata di gas, non per nulla l’inconfondibile sound del bicilindrico
americano è registrato come trademark della casa di Milwaukee .. Il
motore che equipaggia le due moto è un due cilindri a V a 45° da
1203cc, quattrotempi , raffreddato ad aria di derivazione
Harley-Davidson di cui la Buell rappresenta il brand sportivo.
In pista
La prova
in pista, avvenuta nell’autodromo umbro di Magione, ha evidenziato che,
nonostante siano state progettate per un uso prettamente stradale, ne
sono uscite a testa alta dimostrandosi estremamente facili da guidare e
molto divertenti, soprattutto la 12R grazie ai semimanubri e ad una
posizione di guida, se possibile, più raccolta ed efficace per la guida
a “testa bassa”…
Il motore
ha un’ ottima coppia che conferisce al grosso bicilindrico raffreddato
ad aria e olio, grande elasticità,inoltre i 100 cv di cui dispone,
vengono sempre erogati con buona progressione e senza mettere in crisi
il pilota riempiendo in modo efficace tutto l’arco di utilizzo del
minuto contagiri; per di più a differenza
di altre moto di cilindrata simile, non presenta fastidiosi effetti
on/off , ma solo qualche vibrazione di troppo passati i 5000 giri (
ripagate ampiamente dal sound che si sente provenire da sotto!)
La rapidità della ciclistica
colpisce sui primi giri, il baricentro abbassato offre tanta agilità e
tanta precisione, perdona tanti errori , consente ottime traiettorie in
curva e permette di raggiungere angoli di piega esagerati e il tutto in
sicurezza, senza il rischio di strusciare pedane come in altre naked.
Il differente comportamento delle
due versioni provate è dato comunque dalla diversa posizione di guida.
Sulla Lightning
il manubrio alto e
largo facilità parecchio l’inserimento e privilegia la maneggevolezza,
trasmette nella guida quella sensazione del controllo totale in ogni
situazione, mentre nella
Firebolt ,il
maggior carico sull’anteriore dovuto ai semimanubri piu’ in stile
supersopritva, va tutto a beneficio della stabilità e della precisione
in curva.
Con la
XB12R non vi sarà difficile stare dietro ad alcune supersporitve
piu’ blasonate, inoltre su questo modello è presente anche una discreta
protezione aerodinamica data dal semicupolno, mentre sulla
Lightning passati i 200 km/h ragazzi…
l’aria si sente! Entrambe comunuque sono estremamente divertenti e
facili da guidare!
L’impianto frenante si presenta con un’originalissimo
disco perimetrale, a noi sinceramente non è piaciuto
troppo per via del suo funzionamento che nella guida in pista condiziona
abbastanza il comportamento dell’anteriore risultando poco modulabile
anche se con una buona potenza frenante. Inoltre sembra imprimere severe
oscillazioni all’ottima forcella da 43mm, un effetto torcente che
condiziona abbastanza gli ingressi in curva. Una volta lasciati i freni
e stabilizzato l’assetto, la moto torna a percorrere la curva senza
difficoltà.
Comunque opportunamente settato, è
l’impianto frenante che ha permesso di recente a Caraig Jones di
stabilire il nuovo record mondiale di Stoppie, il famoso stuntman ha
rimesso giu’ la ruota posteriore dopo ben 266 metri! Beato lui….
In pista
abbiamo riscontrato che il cambio è forse il vero
tallone d’Achille di queste moto, veramente duro da azionare, nella
guida su strada non vi darà problemi, ma quando gli chiederete qualcosa
di piu’, mostrerà i suoi limiti in quanto a precisione e velocità:impuntamenti
o sfollate sono da mettere in conto nella guida tra i cordoli.
Su
strada
Una leggerissima pressione al
pulsantino dello START e il grosso bicilindrico prende vita
annunciandosi con maschi e caratteristici scuotimenti… Il tutto farebbe
pensare a chissà quali vibrazioni in marcia ed in vece così non è.
Grazie all’efficacia del sistema Uniplanar in marcia si gode di un
confort degno di tal nome. Buona la risposta delle sospensioni tra le
mille insidie delle starde cittadine ma l’esaltazione della sua ragion
d’essere avviene sui passi e nel misto medio stretto fuori città ove la
sveltissima ciclistica si realizza accompagnando il pilota per mano in
un ottovolante senza fine.
Il motore alle basse andature fa
sentire la sua calorosa presenza senza però diventare eccessivamente
fastidioso. Nel traffico cittadino poi la notevole “compattezza” è una
mano santa per svicolare in scioltezza, solo il leggero effetto ON/OFF
che si avverte a bassissimi giri disturbano un po’ costringendo ad usare
il cambio più del necessario.
Una volta “lanciata” però tutto
magicamente cambia acquistando un comportamento così “armonico” da
incantare e che invoglia ad aumentare il ritmo. Quando si esagera però
un paio di sane sbacchettate di sterzo (gestibilissime) riportano a più
miti consigli… Sbacchettate eliminabili installando un ammortizzatore di
sterzo ma, personalmente, non lo farei… Le Buell nascono così, piccole,
agilissime…
Anche la ridotta protezione aerodinamica è studiata e voluta…
Queste non son moto per viaggi veloci ma mezzi fatti per interagire al
massimo con un percorso curva su curva, poca velocità ma grandi
inclinazioni... La posizione di guida in sella è appunto progettata ad
hoc per una guida tremendamente efficace e poco stressante in questi
frangenti.
Una cosa in comune con le supersportive odierne la FireBolt
XB12R ce l’ha… Il passeggero è appena tollerato.. a lui è infatti
riservata una ridottissima porzione di sella con pedane molto alte e
parecchio calore trasmesso. Potremmo tranquillamente affermare che le Buell son ben gelose del loro proprietario coccolandoselo con un’agilità
ciclistica da riferimento che porta ad impiegare una guida quasi
2tempistica in ingresso curva per poi gustarsi il caratteristico tiro in
uscita del grosso bicilindrico americano tutto coppia…
(uso alternativo del passeggero)
USO STUNT...
Questa moto è
particolarmente adatta ad ogni tipo di funambolismo vi venga in mente, è
facile da alzare (avanti o dietro...) ,ben bilanciata e non è troppo
nervosa nell'erogazione, un vero gioellino per il "terrorismo urbano" in
partenza ai semafori..
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