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Ciclistica
La
CBR900RR ha mantenuto per oltre un decennio superbe caratteristiche
di controllo e maneggevolezza, grazie ad un telaio a doppia trave
che, nel corso degli anni, ha conosciuto significative evoluzioni.
L’ultima di queste ha avuto luogo nel 2000, con l’introduzione
dell’attuale Semi-Pivotless, che ha riposizionato il perno del
forcellone nella parte posteriore dei carter motore, isolando il
telaio dalle sollecitazioni trasmesse dal forcellone.
La
ciclistica adottata sul modello 2004 è completamente diversa, e si
basa su quella
(ben collaudata) della RC211V. Ampie sezioni realizzate anch’esse in
fusione GDC si estendono dal cannotto di sterzo verso il basso,
circondando il motore sino alle staffe di aggancio. Ancora, si
prolungano in avanti nell’area che va dal perno del forcellone sino
alle sezioni frontali intorno a una coppia di larghi estrusi, in una
configurazione quasi a doppia culla…
Relativamente semplice nella realizzazione, questo nuovo telaio
vanta un notevole equilibrio di rigidità e robustezza, che rende
istantaneo il controllo della moto, come richiesto nel Mondiale
Superbike (e come desiderato da tutti gli appassionati).
La forcella
rovesciata montata sulla Fireblade, del tipo a cartuccia a steli
rovesciati, comprende gli stessi componenti del modello precedente.
L'offset della forcella è stato comunque ridotto da 30 a 25 mm,
mentre l'avancorsa è aumentata di 5 mm grazie a nuove piastre. Il
nuovo ammortizzatore di sterzo elettronico (H.E.S.D. di cui parlerò
più avanti…) della FireBlade montato sopra la piastra di sterzo,
migliora la stabilità alle alte velocità e mantiene un'ottima
maneggevolezza della moto alle basse andature, per una guida sempre
sicura in ogni condizione.
Una delle
caratteristiche vincenti della RC211V vincitrice del Mondiale MotoGP
consiste senz’altro nel Pro-Link posteriore, dove il forcellone
comprende sia l’ammortizzatore che l’assemblaggio della sospensione
stessa. Con questa innovativa configurazione, il telaio rimane
completamente isolato dalle sollecitazioni trasmesse dal “mono”
posteriore in gara o nelle condizioni più impegnative, eliminando
quindi la necessità di maggior rigidità e peso nel telaio stesso.
Già presente
sulla CBR600RR, questa sospensione “ad alte prestazioni” è oggi
adottata per la prima volta sulla nuova CBR1000RR Fireblade,
esaltando la sensibilità di una guida già eccellente e di una
maneggevolezza perfetta per le competizioni a fronte di una taratura
leggermente più complicata da mettere a punto. Come sulla 600RR,
l’attacco superiore dell’ammortizzatore è saldamente montato alla
parte superiore della robusta sezione del perno del forcellone,
mentre un paio di leveraggi inferiori ancorano alla perfezione
l’innovativo Delta-Link. Benché il monoammortizzatore sia
posizionato diversamente rispetto alla CBR600RR, il serbatoio del
gas risulta comunque di facile accesso per regolazioni rapide di
compressione e ritorno, mentre il regolatore del precarico è formato
da due elementi distinti. Lo stesso forcellone presenta una
costruzione composita in alluminio che abbina pressofusioni,
forgiature e sezioni estruse - ben amalgamate in un blocco rigido e
di peso contenuto. Considerata la minor lunghezza del motore, si è
allungato il forcellone rispetto alla precedente versione, per
un’azione delle sospensioni più progressiva. Anche la rigidità
torsionale è aumentata rispetto al modello precedente, mentre quella
laterale è stata ridotta per consentire un miglior inserimento nelle
curve veloci.
E’ oramai
assodato che le prestazioni in gara di una moto siano in larga
misura determinate anche dall’efficienza nella delicata fase di
frenata. A questo riguardo, la nuova Fireblade adotta una
componentistica ad alte prestazioni, capace di decelerazioni
importanti anche con la moto lanciata alla massima velocità, per
consentirle il miglior ingresso in curva.
La Fireblade
interrompe una lunga tradizione di pinze a quattro pistoncini con
montaggio assiale, per passare al nuovo set di pinze a montaggio
radiale Tokiko. Quest’ultime presentano caratteristici attacchi “a
torretta” - al quale sono collegate le pinze, strette da tre bulloni
laterali per una maggiore rigidità. Ciò favorisce sia una migliore
presa che una migliore distribuzione della pressione sull’intera
superficie delle pastiglie, per una frenata più efficace ed una
miglior “feeling” sulla leva. I dischi sono più piccoli e leggeri -
da 330 a 310 mm senza nulla togliere alle prestazioni in frenata,
anzi migliorandole ! L’anteriore, oltre alle nuove pinze radiali, si
caratterizza anche per una particolare pompa con pistone verticale,
che contribuisce significativamente a calibrare perfettamente la
frenata. Posteriormente, il freno della “Blade” è composto da una
pinza a pistoncino singolo, lievemente più leggera dell’unità che
sostituisce.
La più
sofisticata tecnologia Honda è ben visibile direttamente sotto il…
naso del pilota. La "scatola nera" montata direttamente sopra il
cannotto di sterzo rappresenta infatti il “cuore”
dell’ammortizzatore di sterzo elettronico della Fireblade 2004,
progettato per migliorare la stabilità alle alte velocità,
mantenendo sempre un'ottima maneggevolezza nel traffico.
Gli
ammortizzatori di sterzo esistono da decenni e sono adottati
soprattutto nel mondo delle corse, dove prestazioni e velocità
elevate mettono continuamente a dura prova i mezzi impiegati. Hanno
il compito di esercitare una forza ammortizzante che migliora la
qualità della guida alle alte velocità. Alcuni di questi sono
regolabili tramite ampie manopole, altri sono unità idro-meccaniche
montate sulla forcella e sul telaio.
Qualunque sia la
scelta, il compito rimane quello di ridurre l’eccessivo movimento
dello sterzo, obiettivo che vede impegnati nella ricerca sia i
Costruttori di moto che quelli di parti speciali. Tuttavia, ogni
tipo di ammortizzatore di sterzo, al di là dei diversi gradi di
efficacia, soffre di alcune limitazioni e inconvenienti. Diffusa è
infatti la (corretta) convinzione che questi ammortizzatori
(progettati per incrementare la stabilità alle alte velocità)
finiscano con il rendere meno maneggevole la moto, che diventa
rigida e meno facile da gestire alle basse andature. Per tentare di
cogliere entrambi gli obiettivi, ovvero disporre di un buon effetto
ammortizzante alle alte velocità e di uno minore in città oppure ad
andatura turistica, la tecnologia fino ad oggi utilizzata richiedeva
una sorta di “compromesso”. Sebbene diversi Costruttori adottino di
serie l’ammortizzatore di sterzo sulle proprie SuperSport, Honda non
lo ha sino ad oggi incluso nella propria gamma in quanto, a nostro
parere, lasciano molto a desiderare in termini di prestazioni
generali e versatilità – specie per l’uso stradale. I tecnici Honda
si sono quindi preoccupati di studiarne a fondo vantaggi e
svantaggi,
progettando un ammortizzatore di sterzo che fornisse un equilibrio
ideale in termini di stabilità e maneggevolezza…
Il
nuovo ammortizzatore di sterzo elettronico, sviluppato in
collaborazione con Kayaba (blasonata azienda di sospensioni), è
composto dai seguenti componenti:
1) Il primo
ammortizzatore di sterzo rotante idraulico a controllo elettronico
al mondo, montato sopra al cannotto di sterzo.
2) Un sistema di
controllo computerizzato integrato nella centralina (ECU).
3) Un set di
sensori, collegati al tachimetro, per il monitoraggio della velocità
del veicolo.
4) Una spia di
segnalazione installata nella strumentazione, che supervisiona il
corretto funzionamento dell’H.E.S.D.
In questa
configurazione, dall’ammortizzatore di sterzo si estende un
leveraggio che si collega alla parte superiore della piastra di
sterzo tramite un singolo bullone. All'interno dell'ammortizzatore
si trova un’ampia camera contenente olio, divisa in due parti da un
perno mobile collegato internamente al leveraggio. In base ai
movimenti trasmessi dal braccio e dal perno, l'olio si sposta fra i
due lati della camera tramite passaggi idraulici controllati da
valvole. Quattro valvole di controllo monodirezionali assicurano
che, indipendentemente dallo spostamento del perno verso sinistra o
destra, l’olio scorra in una sola direzione attraverso la valvola
principale posizionata al centro. L'apertura della valvola
principale è costantemente regolata da una valvola a solenoide
lineare supervisionata dalla centralina ECU. Un’altra valvola con
limitatore mantiene la pressione interna sotto un determinato
livello, mentre un pistoncino compensa eventuali aumenti di volume
del fluido causati dall’innalzamento della temperatura dell’olio.
A differenza
della maggior parte dei modelli esistenti, quest’unità elettronica
non dispone di parametri ammortizzanti predefiniti. L'ammortizzatore
infatti è controllato dalla centralina ECU in funzione dei valori di
velocità ed accelerazione della moto, sì da offrire prestazioni
commisurate alle diverse condizioni di guida.
Alle basse
andature,
la valvola principale dell’ammortizzatore si apre del tutto, con un
effetto appena percettibile in termini di leggerezza dello sterzo.
Con l’aumentare
della velocità e dell'accelerazione,
la valvola a solenoide lineare che verifica il flusso dell'olio nel
sistema risponde ai segnali della centralina (ECU) e costringe
l’olio a spostarsi fra le due camere, con un sensibile effetto
ammortizzante.
Si tratta di una
formidabile evoluzione tecnica, che pone nuovamente la tecnologia
Honda due passi avanti in termini di sicurezza e maneggevolezza,
caratteristiche che rendono la guida della nuova Fireblade ancor più
gradevole e precisa. Al debutto sulla nuova CBR1000RR Fireblade, il
rivoluzionario H.E.S.D. migliora nettamente la guidabilità delle
moto, innalzandone il livello tecnologico. |