Testo e prova: Icy - Foto: Icy & Lorenzo B. Special Tuning Bike

in collaborazione con: Special Tuning Bike
 

Prova moto: Honda Cbr 1000 RR 

Dove siamo andati : Pista del Mugello

Salire a bordo della CBR1000RR è come salire su una qualsiasi Honda… Ci si sente a casa, da subito! La prima sensazione è che la moto sia corta, molto corta… Complice la copertura in resina del falso serbatoio/cassa filtro, davvero ridotta, ci si trova con la strumentazione sotto al naso, molto raccolti tra busto e avambracci. Le pedane le ho trovate decisamente bassine anche se giustamente angolate e i semimanubri li avrei preferiti un pelo più aperti ma, tutto sommato, la posizione permette di caricare giustamente l’avantreno senza spaccarsi eccessivamente i polsi o sentirsi le ginocchia compresse in strane angolazioni. Certo, in pista risulta un compromesso che ruba luce a terra, ma se si ha intenzione di usarla soprattutto su strada risulta sufficiente per divertirsi ben oltre ciò che il C.d.S. consente… La strumentazione è composta da un grande e centrale contagiri a fondo nero (bianco sarebbe stato preferibile a mio avviso) con tre display a cristalli liquidi multifunzione alla base, dove vengono indicate: temperatura, carburante, velocità e tachimetro. Dondolandola tra le gambe pare ben bilanciata nei suoi paciosi 175kg dichiarati e l’impressione che sia più “panciuta” delle colleghe dagli occhi a mandorla è confermata dall'utilizzo di uno schema telaistico tradizionale ove i travi passano accanto al motore abbracciandolo…

Check e si và!!!

Foto Special Tuning bikeIl suono del 4 in linea si avverte appena, essendo ben soffocato dal silenziatore sottocoda a doppia uscita, tanto che sulle prime ho controllato più volte il contagiri per verificare se fosse davvero acceso… Salendo lungo la corta scala del contagiri le cose cambiano e, anche se in maniera educata e molto Jap, la CBR1000rr si schiarisce la voce e comincia ad ululare… ma la festa (come vedremo poi) dura troppo poco...

Dentro la prima e il circuito del Mugello che ottimamente si presta nell’analisi di questa moto, con la quale la Honda anche se in forma non ufficiale ha sfidato il monopolio Ducati in SBK, si srotola sinuoso davanti alla ruota anteriore… Il giro di ricognizione, eseguito tutto in 6°, mostra un motore dalla coppia omogeneamente spalmata su tutto l’arco del contagiri, senza picchi particolari, ma con un “rafforzarsi” intorno ai 7000rpm, regime dopo il quale si assiste ad un aumento deciso ma “morbido” della cavalleria a disposizione della manetta…

Usciti dalla BUCINE passo da 6° a 5° e si comincia a fare sul serio… leggo 273km/h al passaggio sotto al traguardo e sarà l’ultima volta che farò caso alla velocità, comunque elevata, con la quale la CBR1000rr mi ha fedelmente accompagnato tra i cordoli… Staccata ai 200m circa della S.DONATO e l’impianto frenante risponde in modo egregio e sincero (nonostante il peso non certo da libellula se confrontata alle sorelline Zx-10r e R1 ’04) anche se la forca, probabilmente non precaricata in modo ottimale, calava fino allo sfiorare il fondocorsa (come verificherò a turno finito) indurendosi in modo eccessivo, quasi murando… Ci si tuffa nella larga percorrenza della S.DONATO con i freni ancora in mano, in 2° marcia, dove si attende il momento di poter riaprire con decisione per arrampicarsi verso la variante LUCO & POGGIO SECCO affrontate in 3° lasciando scorrere molto la moto grazie alla buona propensione a cambiare lato di piega senza strane oscillazioni o sbacchettate… Dentro la 4° e via verso la MATERASSI & B.GO S’LORENZO ove torneremo alla 3°, ma che volendo si può affrontare rimanendo in 4° grazie alla discreta elasticità del motore e alla coppia ben presente… ma è alla CASANOVA & SAVELLI che mi scontro contro la più grande pecca di questa moto: Pochi giri motore disponibili, allungo praticamente nullo e la variante che cercavo di affrontare a polso slogato viene bruscamente interrotta dal cozzo contro il limitatore posto sui 12.000rpm che chiude i giochi e impone un bel passaggio al rapporto superiore, peccato… davvero un gran peccato… Foto Special Tuning bikeComunque, di nuovo in carena e via (con un rapporto in più e un occhio ben fisso al contagiri) nell’affrontare le bellissime, ma molto tecniche, ARRABBIATA 1 & ARRABBIATA 2 (povere pedane) che con maiuscole inclinazioni destrorse portano ad arrampicarsi in un ripidissimo rampino che scollina e lancia letteralmente il pilota di turno alla staccata, sempre a destra, della SCARPERIA che non vedi finché non ci sei già dentro...ancora un gran richiamo dei freni che, puntuali, rispondono alla grande frenando la massa moto/pilota che quest’ultimo, inconsciamente, ha lanciato senza ritegno in questa corta discesa…

Dentro di nuovo la 3° e cambio d’inclinazione per affrontare la PALAGIO… Ecco, qui ho avuto modo di testare, involontariamente, la grande efficacia dell’ammortizzatore di sterzo elettronico H.E.S.D in quanto, complice un avvallamento davvero bastardo proprio sul punto ove ho deciso di daje er gassone a ginocchio ancora a terra, la CBR ha dapprima scalciato con decisione scappandomi da sotto per poi riprendere aderenza e riscalciare dalla parte opposta, il tutto con una violenza che mi ha fatto pensare al peggio, immaginandomi già rotolare accanto alla  povera ed incolpevole CBRona… e invece, quasi magicamente, lo sterzo si è indurito riallineando una situazione che, se devo essere sincero, mi era “un tantinello” sfuggita di mano… il tutto in pochi attimi e senza darmi nemmeno il tempo di realizzare che il sellino della moto si trovava un paio di spanne sotto al mio, ormai strettissimo, posteriore… Dov’eravamo rimasti quindi? A, si… Foto Special Tuning bike

Giù per il CORRENTAIO dove si sente decisamente il bisogno di più luce a terra piantando senza delicatezza la pedana, già sprovvista di piolino, sull’asfalto per tutta la sua percorrenza… L’inclinazione era decisamente buona (a volerlo sembrerebbe possibile appoggiare il gomito senza problemi) ma la sensazione che si poteva scendere di più è frustrante… Si esce a palla di cannone e la 4° entra al volo grazie ad un cambio che si è sempre dimostrato perfettamente all’altezza, senza mai rifutare o impuntarsi, per planare verso la variante BIONDETTI 1 & BIONDETTI 2 che si affronta sempre in 4° pelando i cordoli in un sinistra/destra molto secco e via in discesa di 5° per affrontare la BUCINE da prendere larga a stringere, con punto di corda avanzato, e praticamente orecchie a terra… Almeno finchè non si esaurisce la luce a terra e si comincia a fresare con allegria la pedana… La 6° si inserisce appena usciti per spararsi a velocità importanti verso la staccata della S.DONATO.. questa volta leggo, al passaggio sotto al semaforo, 281Km/h… e questa volta mollo il gas poco dopo i 200 e stacco in prossimità dei 100m (non senza un pizzico di “stretta” a dire il vero ma la CBR risponde con decisione e prontezza) bene così, altro giro altra corsa…e si ricomincia, ancora e ancora!!! Questa pista è una vera e propria droga… da uscirne ubriachi…

Conclusioni…

Sicuramente una moto eccellente su strada, come tutte le Honda d'altronde, ma che su pista mostra limiti facilmente correggibili (quali pedane basse e assetto troppo stradale) e qualcosa su cui invece si deve lavorare un po’ per poterla sfruttare appieno (come la scelta dei rapporti vista la corta corsa del contagiri)… Scordatevi a priori l’urlo dei 14.000rpm, la CBR1000rr non è una moto da far viaggiare sugli allunghi, bensì, è da far galleggiare in 115.1Nm disponibili già a 8.500rpm fino a circa 11.000rpm oltre i quali è inutile spingersi…

Se desiderate una stradale con buona propensione alla “sfocate” pistaiole ma che utilizzerete al 70% su strada la CBR1000rr è la moto che fa per voi…

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