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Prova moto: Honda Cbr 1000 RR
Dove
siamo andati : Pista del Mugello
Salire
a bordo della CBR1000RR è come salire su una qualsiasi Honda… Ci si
sente a casa, da subito! La prima sensazione è che la moto sia
corta, molto corta… Complice la copertura in resina del falso
serbatoio/cassa filtro, davvero ridotta, ci si trova con la
strumentazione sotto al naso, molto raccolti tra busto e avambracci.
Le pedane le ho trovate decisamente bassine anche se giustamente
angolate e i semimanubri li avrei preferiti un pelo più aperti ma,
tutto sommato, la posizione permette di caricare giustamente
l’avantreno senza spaccarsi eccessivamente i polsi o sentirsi le
ginocchia compresse in strane angolazioni. Certo, in pista risulta
un compromesso che ruba luce a terra, ma se si ha intenzione di
usarla soprattutto su strada risulta sufficiente per divertirsi ben
oltre ciò che il C.d.S. consente… La strumentazione è composta da un
grande e centrale contagiri a fondo nero (bianco sarebbe stato
preferibile a mio avviso) con tre display a cristalli liquidi multifunzione alla base, dove vengono indicate: temperatura,
carburante, velocità e tachimetro. Dondolandola tra le gambe pare
ben bilanciata nei suoi paciosi 175kg dichiarati e l’impressione che
sia più “panciuta” delle colleghe dagli occhi a mandorla è
confermata dall'utilizzo di uno schema telaistico tradizionale ove i
travi passano accanto al motore abbracciandolo…
Check e si
và!!!
Il suono del
4 in linea si avverte appena, essendo ben soffocato dal silenziatore
sottocoda a doppia uscita, tanto che sulle prime ho controllato più
volte il contagiri per verificare se fosse davvero acceso… Salendo
lungo la corta scala del contagiri le cose cambiano e, anche se in
maniera educata e molto Jap, la CBR1000rr si schiarisce la voce e
comincia ad ululare… ma la festa (come vedremo poi) dura troppo
poco...
Dentro la
prima e il circuito del Mugello che ottimamente si presta
nell’analisi di questa moto, con la quale la Honda anche se in forma
non ufficiale ha sfidato il monopolio Ducati in SBK, si srotola
sinuoso davanti alla ruota anteriore… Il giro di
ricognizione, eseguito tutto in 6°, mostra un motore dalla coppia
omogeneamente spalmata su tutto l’arco del contagiri, senza picchi
particolari, ma con un “rafforzarsi” intorno ai 7000rpm, regime dopo
il quale si assiste ad un aumento deciso ma “morbido” della
cavalleria a disposizione della manetta…
Usciti
dalla BUCINE passo da 6° a 5° e si comincia a fare sul serio…
leggo 273km/h al passaggio sotto al traguardo e sarà l’ultima volta
che farò caso alla velocità, comunque elevata, con la quale la
CBR1000rr mi ha fedelmente accompagnato tra i cordoli… Staccata ai
200m circa della S.DONATO e l’impianto frenante risponde in
modo egregio e sincero (nonostante il peso non certo da libellula se
confrontata alle sorelline Zx-10r e R1 ’04) anche se la forca,
probabilmente non precaricata in modo ottimale, calava fino allo
sfiorare il fondocorsa (come verificherò a turno finito) indurendosi
in modo eccessivo, quasi murando… Ci si tuffa nella larga
percorrenza della S.DONATO con i freni ancora in mano, in 2°
marcia, dove si attende il momento di poter riaprire con decisione
per arrampicarsi verso la variante LUCO & POGGIO SECCO
affrontate in 3° lasciando scorrere molto la moto grazie alla buona
propensione a cambiare lato di piega senza strane oscillazioni o
sbacchettate… Dentro la 4° e via verso la MATERASSI & B.GO S’LORENZO
ove torneremo alla 3°, ma che volendo si può affrontare rimanendo in
4° grazie alla discreta elasticità del motore e alla coppia ben
presente… ma è alla CASANOVA & SAVELLI che mi scontro contro
la più grande pecca di questa moto: Pochi giri motore disponibili,
allungo praticamente nullo e la variante che cercavo di affrontare a
polso slogato viene bruscamente interrotta dal cozzo contro il
limitatore posto sui 12.000rpm che chiude i giochi e impone un bel
passaggio al rapporto superiore, peccato… davvero un gran peccato…
Comunque, di nuovo in carena e via (con un rapporto in più e un
occhio ben fisso al contagiri) nell’affrontare le bellissime, ma
molto tecniche, ARRABBIATA 1 & ARRABBIATA 2 (povere pedane)
che con maiuscole inclinazioni destrorse portano ad arrampicarsi in
un ripidissimo rampino che scollina e lancia letteralmente il pilota
di turno alla staccata, sempre a destra, della SCARPERIA che
non vedi finché non ci sei già dentro...ancora un gran richiamo dei
freni che, puntuali, rispondono alla grande frenando la massa
moto/pilota che quest’ultimo, inconsciamente, ha lanciato senza
ritegno in questa corta discesa…
Dentro di nuovo la 3° e cambio
d’inclinazione per affrontare la PALAGIO… Ecco, qui ho avuto
modo di testare, involontariamente, la grande efficacia
dell’ammortizzatore di sterzo elettronico H.E.S.D in quanto,
complice un avvallamento davvero bastardo proprio sul punto ove ho
deciso di daje er gassone a ginocchio ancora a terra, la CBR ha
dapprima scalciato con decisione scappandomi da sotto per poi
riprendere aderenza e riscalciare dalla parte opposta, il tutto con
una violenza che mi ha fatto pensare al peggio, immaginandomi già
rotolare accanto alla povera ed incolpevole CBRona… e invece, quasi
magicamente, lo sterzo si è indurito riallineando una situazione
che, se devo essere sincero, mi era “un tantinello” sfuggita di
mano… il tutto in pochi attimi e senza darmi nemmeno il tempo di
realizzare che il sellino della moto si trovava un paio di spanne
sotto al mio, ormai strettissimo, posteriore… Dov’eravamo rimasti
quindi? A, si…

Giù per il CORRENTAIO dove si sente
decisamente il bisogno di più luce a terra piantando senza
delicatezza la pedana, già sprovvista di piolino, sull’asfalto per
tutta la sua percorrenza… L’inclinazione era decisamente buona (a
volerlo sembrerebbe possibile appoggiare il gomito senza problemi)
ma la sensazione che si poteva scendere di più è frustrante… Si esce
a palla di cannone e la 4° entra al volo grazie ad un cambio che si
è sempre dimostrato perfettamente all’altezza, senza mai rifutare o
impuntarsi, per planare verso la variante BIONDETTI 1 & BIONDETTI
2 che si affronta sempre in 4° pelando i cordoli in un
sinistra/destra molto secco e via in discesa di 5° per affrontare la
BUCINE da prendere larga a stringere, con punto di corda
avanzato, e praticamente orecchie a terra… Almeno finchè non si
esaurisce la luce a terra e si comincia a fresare con allegria la
pedana… La 6° si inserisce appena usciti per spararsi a velocità
importanti verso la staccata della S.DONATO.. questa volta
leggo, al passaggio sotto al semaforo, 281Km/h… e questa volta
mollo il gas poco dopo i 200 e stacco in prossimità dei 100m (non senza un pizzico di “stretta” a
dire il vero ma la CBR risponde con decisione e prontezza) bene così, altro giro altra corsa…e si
ricomincia, ancora e ancora!!! Questa pista è una vera e propria
droga… da uscirne ubriachi…
Conclusioni…
Sicuramente una moto eccellente su
strada, come tutte le Honda d'altronde, ma che su pista mostra
limiti facilmente correggibili (quali pedane basse e assetto troppo
stradale) e qualcosa su cui invece si deve lavorare un po’ per
poterla sfruttare appieno (come la scelta dei rapporti vista la
corta corsa del contagiri)… Scordatevi a priori l’urlo dei
14.000rpm, la CBR1000rr non è una moto da far viaggiare sugli
allunghi, bensì, è da far galleggiare in 115.1Nm disponibili già a
8.500rpm fino a circa 11.000rpm oltre i quali è inutile spingersi…
Se desiderate una stradale con
buona propensione alla “sfocate” pistaiole ma che utilizzerete al
70% su strada la CBR1000rr è la moto che fa per voi… |