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Storia della
FireBlade
Il debutto della
CBR900RR Fireblade avvenne nel lontano 1992 (ben 12anni fa…) e portò
con sè una mutazione epocale fra le Maxi Supersport: la causa fu la
(allora) originale configurazione compatta e leggera basata sul
concetto di “Less is More” (Meno peso è meglio), che permise alla
moto di ottenere prestazioni e agilità irraggiungibili per l’epoca,
ottenute inserendo un motore 900cc 4 cilindri in linea all’interno
di un sofisticato telaio “da seicento”. Con le sue proporzioni
compatte, una guida fulminea e leggera ed un rapporto peso-potenza
senza precedenti, la Fireblade scrisse il nuovo capitolo delle Maxi
Supersport: l’equilibrio ideale fra le agili “settemmezzo” e le
goffe, seppur potentissime, 1000 e più cc di allora (Gsx-R in
testa). Nel corso degli anni ’90 anche la Fireblade è stata
giustamente sottoposta ad importanti modifiche, alcune delle quali
radicali, ma sempre basate sulle linee guida “Light Makes Right” e
“Controllo Totale”. Anche la cilindrata è stata gradualmente
aumentata, ma per mantenere una sezione frontale compatta non si è
mai ecceduto. Le competizioni hanno sempre confermato il potenziale
della "Blade", che negli anni ha conquistato un'invidiabile serie di
vittorie – fra le quali ricordiamo il “Tourist Trophy” dell'Isola di
Man, l’8 ore di Suzuka, la “24 Ore” di Le Mans, etc. Le nuove regole
del Mondiale Superbike, che vedono dal 2004 i quattro cilindri
1,000cc schierati al via, hanno suscitato ancora maggiori
aspettative verso la nuova Fireblade schierata in gara e
magistralmente condotta da Chris Vermullen del team Olandese Ten Kate. Come fù già per la CBR600RR, il principale obiettivo della
CBR1000RR Fireblade non è quello di perseguire esclusivamente la
potenza massima od il minimo pesopossibile. Le sole specifiche
tecniche non possono dirci tutto sul reale potenziale diuna moto,
perché la guida complessiva e le prestazioni dipendono soprattutto
da unutilizzo efficiente e proficuo del motore lungo tutta la curva
di potenza: non certo daisoli valori numerici assoluti… anche se per
dirla tutta un pochino di cattiveria in più di certo non avrebbe
guastato rendendo l’equilibratissima CBR1000RR decisamente più
emozionante di una partita di ping-pong… |

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