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ACCELERAZIONE: per niente difficile
assegnargli la palma di uno dei migliori 4 cilindri in giro. La sua
azione, dal momento in cui si comincia a dargli del gas, fin quando in
fondo al rettilineo arriva il momento di attaccarsi ai freni è
devastante. Guidando in pista ti rendi subito conto che la CBR RR ha un
vantaggio enorme nel poter aprire il gas molto , ma molto prima . In
pochi giri impari che questa nuova versione è talmente rapida nel
percorrere la curva che in un attimo ti ritrovi alla corda con la moto
prontissima a rialzarsi sul fianco del pneumatico posteriore e a
ricevere la spinta del motore: la
FRENATA:
eccezionale, potente, preciso al millimetro, instancabile, per niente
affaticante quando gli si chiedono le massime
prestazioni. E un esempio di perfezione che tutte le concorrenti
dovrebbero seguire.
ENTRATA IN CURVA:
nessuno batte la Honda. Il nuovo gioiellino e fantastico sotto questo
aspetto. Più agile di un gatto, non teme confronti in quanto a velocità
dì ingresso anche al cospetto delle migliori 600. La sorellina CBR 600
F ne esce sicuramente sconfitta e forse solo la R 6 può fare
altrettanto. Con
la CBR RR bisogna solo curare di non arrivare impiccati con l’assetto ,
quindi tarare le sospensioni in modo che la ciclistica non risulti
troppo scomposta nel momento in cui si abbandona il confortante appoggio
dei 2 dischi davanti e si esercita una leggera pressione sul
semimanubrio interno. Da qui in poi la CBR RR fa tutto da sola , scende
in piega rapidissima e docile , facile e divertente al punto giusto.

PERCORRENZA DI CURVA: facile ed
intuitiva ha però 2 difettucci a centro curva: si muove un po’ se
lasciata morbida di sospensioni e tocca presto con le pedane a terra. E'
un missile a scendere all’inclinazione voluta, ma spesso e volentieri si
è costretti a rialzarla per via della facilità con cui aggredisce la
corda.
USCITA DI CURVA: giù il cappello
dinanzi alla CBR RR: il suo modo di aggredire la parte finale della
curva per preparare l’accelerazione è impressionante.
Te la sposti di qua
e di là come una bicicletta, apri il gas con una sicurezza a prova di
panino con la porchetta ( che stomaco). A comandi morbidi che ti fanno
sentire sempre padrone assoluto della situazione e che mette a
disposizione un corpo macchina estremamente compatto. Non c’è traiettoria
che non possa essere modificata in tempo reale, non c’è binario nel
quale non vi sentirete sicuri di poterla infilare continuando a tenere
il gas aperto.
PIACERE DI
GUIDA: avrete capito che questa mi è piaciuta tanto. Talmente facile da
usare e talmente prestante con quel motore che chiunque arriva presto a
sentirsi un gran pilota. Non è esagerata, ma va forte e la si sfrutta
ricavandone un gusto di primissima qualità.
FINITURE: non sono un maniaco in
queste cose e sinceramente non l’ho osservata più di tanto perche c’ero
sempre sopra. I miei colleghi ed amici la definiscono tra le più belle e
meglio rifinite ed io ci credo. L’unico particolare che ricordo bene è la
piastra di sterzo superiore (nera?) e la zona rossa del contagiri: la
prima perché più di una volta me la sono tirata in faccia e la sconda
perché…………..
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