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Prova DUCATI S2R
La fenice rossa…
 Come
questo mitologico volatile la Ducati Monster è capace, ogni volta, di
risorgere da sé stessa… Ed ogni volta migliora… Continuamente come la
migliore della fiabe senza fine… e la fiaba è tutta meravigliosamente
italiana…
12 anni son passati dalla prima presentazione del “Mostro”… 12 anni di
successo senza fine. Ha saputo, allora, rilanciare il segmento delle
NAKED quasi morente, reso tale dal floridissimo mercato delle
supersportive di grossa e media cilindrata che proprio in quegli anni
hanno vissuto un boom progettuale tale da ricordare la rivoluzione
industriale e i mitici anni 1800…
Distinguersi.. sempre ma con semplicità… La Monster ha queste direttive
nel suo DNA.
Geniale eppure semplicissima… Grazie alla penna di Galluzzi una 851 è
stata spogliata delle sovrastrutture, fornita di un nuovo serbatoio dal
design puramente italiano con una coda a tutta sella come la nude di una
volta, un bel faro tondo, qualche fascetta per sistemare i cavi et
voilà… La Ducati ci ha servito un piatto ch’è diventato un best seller
senza tempo che varca gli anni in modo sempre frizzante, sempre giovane…
Andando ad analizzare
da vicino la S2R si nota immediatamente il nuovo, bellissimo forcellone
monobraccio in traliccio dall’aspetto leggero e molto grintoso, quasi
volesse essere il naturale proseguimento del telaio in traliccio,
marchio indiscusso della casa di Borgo Panigale…
Lucenti come non mai i
cerchi bianchi si mostrano evidenziando il carattere più sportivo di
questa Monster rispetto ai modelli precedenti… Certo, sarà faticoso e un
po’ noioso tenerli puliti come meritano ma il colpo d’occhio vale “lo
sbattimento”….
Lo scarico, doppio e sovrapposto che corre aderentissimo al lato destro,
fa il verso alla sorellina S4R e come lei mantiene il bruttissimo
polmone di compensazione che contiene anche l’indispensabile
catalizzatore posto dietro al basamento del carter motore… Un pugno in
un occhio ma necessario ai termini d’omologazione e rendimento
fluidodinamico… Pazienza… nessuno è perfetto…
Andando ad analizzare la ciclistica troviamo una forcella Marzocchi con
steli da 43mm stranamente NON regolabile, grave pecca per un modello si
Naked ma cmq di dichiarato indirizzo sportivo. Al retrotreno troviamo il
sopraccitato forcellone monobraccio di inedito disegno e più leggero
della precedente unità di 1kg abbondante.
Il monoammortizzatore è una unità Sachs com regolazioni sul precarico
molla ed estensione idraulica. Ottima la possibilità di variare
l’altezza del retrotreno, La nuova Monster poggia sui nuovissimi cerchi
Marchesini a 5 razze ed è frenato da una nuova coppia di dischi
flottanti da 300mm in luogo dei precedenti 320mm… la pinza incaricata di
“morderli” a dovere è a doppio pistoncino affiancato, flottante
anch’essa…
 Il
cuore, desmo, che pulsa all’interno del traliccio è una unità di 800 cc
ad iniezione elettronica, doppia candela e due valvole per cilindro a
cui è stata regalata una nuova e più performante mappatura della
centralina. Al banco rispondono all’appello 77CV di buona volontà
supportati da 7,4 kgm di coppia disponibile a circa 6500 rpm. La
frizione vede la presenza del dispositivo ATPC già presente sul Monster
620 capace di limitare la coppia retrograda che si genera al momento
della staccata.
In sella!
Appena
saliti a bordo la sensazione è quella di avere una sella posta più in
alto del solito ma ben coadiuvata dalle pedane poste alla giusta
altezza. Lo splendido manubrio MAGURA in alluminio (non presente sulla
Monster S2R Dark) impreziosisce la vista del cockpit grazie la suo
andamento a sezione variabile, molto bello a vedere ed estremamente
efficace da impugnare… Al tocco dello START il piccolo desmo si mette
subito in moto con il suo caratteristico e conosciuto timbro di voce
tutto italiano ma soffocato dal funzionalissimo impianto di scarico di
serie (ma due termiglioni in carbonio si rimediano in fretta..).
Giocando con la manetta notiamo la lancetta del contagiri elettronico
muoversi frizzante su tutto l’arco disponibile preannunciando un
carattere brioso e fresco, ottimo per una piccola Naked da misto
stretto… Nel comportamento cittadino, apparte la nuova posizione, poco
si nota rispetto alle precedenti Monster ma appena varcati i confini
della città le cose cambiano.. e cambiano parecchio… Stabilissima sui
curvoni “veloci” (è sempre una piccola nuda) il feedback generato dalla
ciclistica permette di misurare con precisione il grip disponibile
alleggerendo il carico psicologico del motociclista ed aumentando il
piacere di guida vero e proprio…
Giustamente
rigida la forcella trova il suo ragion d’essere nella guida “d’attacco”
con il peso ben caricato e distribuito sul manubrio dalla presa
vavanzata e gli stivali che spingono naturalmente sulle pedane poste ad
un’altezza tale da non rompere le uova nel paniere appena il
divertimento comincia sul serio… L’inclinazione statica grazie alle
sopraccitate pedane ed al nuovo scarico è di circa 48° calcolato con le
sospensioni a 2/3 di compressione. Il funzionamento della tanto osannata
frizione con ATPC invece non mi ha entusiasmato… Praticamente non se ne
nota la presenza… Buona comunque la resistenza della frizione che non
tende a gonfiare nemmeno sotto pesante stress.
La frenata mi è parsa
buona e pronta anche se a scapito di una maggiore (di poco) forza da
imprimere sulla leva che comunque val bene la superiore maneggevolezza
acquistata grazie ai nuovi e più piccoli dischi e i nuovi cerchi
Marchesini. A 12 anni dalla presentazione la Monster continua a stupire
ed a piacere sia lo smanettone (che certamente sceglierà la S4R) che al
neofita che si avvicina la prima volta a questo meraviglioso mondo e
sceglie di farlo con uno stile inconfondibile…
Che dire? Alla prossima Monster…
Pagella
uso STUNT
Impennate:
Il frizzante motore
800i.e. regala alla Piccola Cattiva una facilità allo stacco
notevolmente incrementata rispetto alle sorelline più tranquille… Certo,
non vien su da sola e per raggiungere inclinazioni atte al cambio marcia
in volo ci vuole un po’ di “mestiere” ma la stabilità dinamica che ci
torna come feed-back è ottima. Nelle mani giuste diventa una gran bel
giocattolino da freestyle…. Un pizzico alla frizione e fari al cielo!
Stoppies:
Ottima la modulabilità del nuovo impianto composto da dischi di 300mm al
posto dei 320 e la superiore leggerezza del monobraccio rende lo stacco
da terra una operazione meno “violenta” di quella occorrente con il
classico forcellone bi-braccio (anche se a prezzo di uno sforzo alla
leva leggermente superiore)… lo scarico doppio e sovrapposto non “tira”
essendo montato parecchio all’interno della silouette… Sguado avanti e
coda ben alta… è stile.
Traversi:
Silenzio
e giù il cappello… siamo di fronte alla più piccola naked da traverso
che io abbia mai incontrato.
La frizione assistita
dal sistema ATPC, consente scalate assassine ma modulabilissime, facendo
si che la vera concentrazione venga indirizzata e spesa proprio ove
serve in questi casi: Dirigere e decidere l’ampiezza del gesto tecnico.
I nuovi cerchi a 5 raggi più leggeri dei precedenti non fanno altro che
assecondare questo divertentissimo modo di dire NAKED!
Pieghe
Estreme:
Vediamo… quei fastidiosi scarichi che si piantavano nell’asfalto appena
ci si cominciava a divertire non ci sono più… al loro posto è comparso
il medesimo (e leggero) doppio sovrapposto della S4R, le pedane hanno
guadagnato parecchi gradi di potenziale inclinazione prima di cominciare
a seminar scintille… I cerchi e i dischi più leggeri hanno reso il tutto
ancor più agile… Chi mi ha fregato le chiavi della S2R???
Mario aka Icy |