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Arrivi su, in cima al passo e tutti si
voltano… Non sei arrivato per primo e non hai stabilito il nuovo
record, i CV che scalpitano sotto al
profilatissimo serbatoio non fanno neanche più impallidire ma hai
già vinto…Occhi sgranati, ammirazione ed invidia sono la risultante
più ovvia che una MV Agusta F4
provoca a chiunque, restargli indifferente è impossibile. Un design
da togliere il fiato e che non ha tempo, confeziona un prodotto che
trasuda passione viva , Italiana, un
rombo ch’è graffiante e maestoso sottolinea e rimarca una
espressione ingegneristica che altro non
è se non la trasposizione odierna di quella genuina passione che ha
permesso al serbatoio della bellissima F4, di fregiarsi di 36 stelle
simboleggianti gli altrettanti allori iridati conquistati negli
anni… |
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Rispetto alla
costosissima sorella maggiore le differenze balzano all’occhio dell’esperto
ma vengono ignorate dal profano che si perde senza speranza nella
fine cesellatura ch’è l’aderentissima carena rigorosamente in livrea
Grigio-Rossa… Rispetto alla serie ORO ciò che cambia è l’uso dei
materiali: Alluminio al posto del Magnesio, Fusioni in Conchiglia invece
di Fusioni in Terra, il ché, tutto sommato,
giustificano e si fanno presto dimenticare in cambio di un prezzo non
proprio popolare ma, comunque, sempre più “accettabile” dei € 34.000
euro richiesti dalla Serie ORO…Ciò che veramente stona in
questo idilliaco contesto è l’uso della
plastica, passi per le bellissime Carene ma le parti non verniciate sono
veramente da arrabbiatura, una caduta di stile non giustificabile visto
il costo che si esige per le stesse
al reparto ricambi...
Fermandosi ad
accarezzarla con lo sguardo si nota che ogni singolo particolare ha
ricevuto la massima attenzione come design ed
armonizzazione generale… Un Puzzle di milioni di pezzi che
s’incastrano alla perfezione. Tutto è personalizzato e unico su questa
scultura viaggiante, nessuna sinergia con i fornitori
Jap (altra nota stonata a mio avviso,
l’MV era dalla prima all’ultima vite Italina
ed esclusivamente Italina doveva rimanere) che, sicuramente, avranno
perso la loro storica flemma per ascoltare e soddisfare le richieste di
Tamburini. Si notino i serbatoi della Frizione e del Freno
ant., i piedini
forcella che abbracciano l’enorme perno ruota, il design delle pinze
freno, il design dei cerchioni…
Nulla è per caso,
tutto è ricercato per una risultante unica come l’MV
solamente poteva e sapeva essere… ma cosa significa farsi portare a
spasso, a leggero trotto con il motore che ronfa sornione, da questa
leggenda? Non c’è semaforo al quale qualcuno non ti fermi anche per
farti solamente i complimenti… Gli sguardi…Gli “anziani”
scrutano quel marchio che fregia il serbatoio con gli occhi
lucidi, colmi di ricordi di Ago e le sue gesta bene in mente…
Storia e gloria che
s’incontrano sulla linea orizzontale che separa il Rosso ed il Grigio…Ed
è anche per questo che la scarsa cura dimostrata nel disegnare i pezzi
in plastica che vanno a sostituire il
pregiatissimo carbonio della Serie ORO è come ricevere un pugno in pieno
viso…Brutti,
realizzati in plasticaccia e che assolutamente non giustificano, da
soli, il prezzo della Serie S.
Personalmente avrei speso 1000 eurini in più
in cambio dell’attenzione maniacale che anche questi
componenti avrebbero dovuto ricevere. Non scordiamoci che stiamo
sempre parlando di una Signora di € 16.000 abbondanti…Ben
15kg circa poi separano la S dalla già non
proprio leggerissima Serie ORO portando il totale a 205kg circa in
ordine di marcia. Il motore invece non presenta differenze nelle due
versioni risultando il medesimo in tutto:
Valvole Radiali (disposte a “stella”), iniezione elettronica
e cambio estraibile innalzano il livello tecnologico di questa
splendida unità Italiana rendendola davvero unica.
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