MV AGUSTA F4
Tester cage by: Icy, ChiccoPilota,Superbike

Foto di Marco S & Luvi

Abbigliamento Axo Roma Racing - Mv F4 by RDM Team Roma

La ciclistica porta la firma del Tamburini, si vede e, soprattutto, si sente…La parentela con la Ducati 916 (altra icona intramontabile dell’andar in moto Italiano) è quasi urlata dal bellissimo impianto di scarico a canne d’organo sotto sella e dal telaio in traliccio racchiuso e congiunto in basso da due piastre pressofuse che collegano il bellissimo, scultoreo, monobraccio ad una forcella Showa dalle canne più grandi in uso su una sportiva: 49mm capaci di trasmettere ogni minima rima dell’asfalto ai semimanubri con la stessa velocità del pensiero…Ma quanto tutta questa bellezza giustifica una dotazione così regale? Come và, realmente l’MV F4 750 messa alla frusta? Saliamo in sella e lasciamo far al cruscotto un suggestivo check prima di metter in moto poi, casco in testa, si parte…

In sella…

Su strada è la trasposizione della parola SCOMODITA’… Una sella dall’imbottitura ridicola posta alla stessa altezza dei semimanubri e poggiata su un codone esageratamente largo rendono la vita del fortunato proprietario davvero difficile in città dove si trova a dover gestire un raggio di sterzo che fa tenerezza per quant’è ridotto e delle pedane da “ginocchia in bocca”… Solo l’esile (anche troppo visto che pare quasi quello d’una bicilindrica) e sagomatissimo serbatoio contribuisce a renderla leggermente più vivibile.Trotterellando fuori città però le cose cambiano notevolmente per poi rivelarsi in toto appena messe le ruote in pista… Qui la F4 si trasforma e si identifica in ciò per cui è stata disegnata: un Animale da Pista… La scomodità rimane ai box, spingendo “davvero” tutto diventa perfetto contornato da quel ruggito gutturale unico e cattivissimo che preannuncia il passaggio della F4 davanti ai Box identificandola tra mille e più cloni Jap
Il motore non impressiona, anzi, sulle prime delude decisamente…Una curva di coppia talmente liscia da poterci giocare a biliardo e una massa volatica superiore alla media nascondono l’effettivo potenziale espresso del 4 in linea (con catena di distribuzione centrale) che dà il meglio di sé solamente oltre i 10.000rpm segnati (momento della massima coppia disponibile, 83Nm di pura dolcezza) per poi spegnersi intorno ai 13.000rpm decretando la resa dei 137Cvini di buona volontà disponibili alla manetta del fortunato Smanettone di turno… Un range d’utilizzo effettivo piuttosto limitato in realtà ma ottimamente coadiuvato da un cambio quasi perfetto soggetto, solo raramente, a rifiuti in scalata assassina…

Passando al capitolo Ciclistica non si può non osannare lo splendido lavoro compiuto nella progettazione e realizzazione del probabilmente miglior avantreno mai realizzato per una sportiva “di serie” che permette di “fare il tempo” scordandosi di aver a che fare con un motore dalla “zona utile” quasi 2tempistica. Un avantreno dalla precisione chirurgica in ogni frangente che rende superfluo preoccuparsi di cosa stia combinando la ruota posteriore… Staccata, inserimento e percorrenza di curva si amalgamano in una poesia che ha del magico… Il gruppo perno ruota, forcella e semimanubri, grazie ad una rigidità torsionale da riferimento, regalano la sensazione di guidare direttamente sul perno ruota permettendo di percepire, ancor prima di sentire, cosa stia combinando la ruota anteriore consentendoci di dosare la richiesta di grip con quello effettivamente disponibile… La sensazione reale è che sia praticamente impossibile finire gambe all’aria per perdita d’aderenza tale è la purezza del rapporto ruota-pilota…


In staccata la bontà del progetto viene confermata da una sensibilità eccezionale, turbata solo dalla consapevolezza che un bell’impianto Brembo, oltre a funzionare a dovere come (e forse meglio) il Nissin di serie, avrebbe regalato alla MV un fascino ancora più italiano…L’ottima sensibilità e il ridotto sforzo richiesto dalla leva per produrre decelerazioni maiuscole denotano un kit votato alle gare e proveniente dalle stesse relegando al piccolo disco posteriore il ruolo di comprimario da chiamare in causa solo per mitigare e addolcire il comportamento del F4 quando davvero si esagera con manate pesanti e “vagamente irresponsabili” sul punto di corda o in inserimento…

Tirando le somme ci troviamo davanti ad una moto tanto bella quanto “viva”…

Una fredda Jap è sicuramente superiore come cavalleria e, magari lavorandoci un (bel) po’ sulla ciclistica è possibile colmare o quasi il gap con la bontà ciclisticà dell’italiana ma…

…rimarrà sempre una moto “fredda”, un oggetto inanimato, al contrario della Augusta…

L’MV ha dalla sua un padre illustre che le ha donato la vita…Non è perfetta, anzi, ha molti difetti…    Non è indistruttibile, tutto il contrario, soffre molto di fragilità meccanica…

Non è economica… Magari!

Ma ha quel nonsochè che ci porta a sussurrarle la buonanotte la sera quando, stremati da una giornata di Km e CV, stiamo per chiudere il box e sfilarci dall’abbraccio della tuta per affrontare un’altra settimana di duro lavoro…

Se devo esser sincero già mi manca…

Mario aka Icy

Tester Cage of Smanettoni.Net