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In
sella…
Su strada è la
trasposizione della parola SCOMODITA’… Una sella dall’imbottitura
ridicola posta alla stessa altezza dei semimanubri e poggiata su un
codone esageratamente largo
rendono la vita del fortunato proprietario
davvero difficile in città dove si trova a dover gestire un raggio di
sterzo che fa tenerezza per quant’è ridotto
e delle pedane da “ginocchia in bocca”… Solo l’esile (anche troppo visto
che pare quasi quello d’una bicilindrica) e
sagomatissimo serbatoio contribuisce a renderla leggermente più
vivibile.Trotterellando fuori città però le cose cambiano notevolmente
per poi rivelarsi in toto appena messe le
ruote in pista… Qui la F4 si trasforma e si
identifica in ciò per cui è stata disegnata: un Animale da Pista… La
scomodità rimane ai box, spingendo “davvero” tutto diventa perfetto
contornato da quel ruggito gutturale unico e cattivissimo che
preannuncia il passaggio della F4 davanti ai Box identificandola tra
mille e più cloni Jap…
Il motore non
impressiona, anzi, sulle prime delude
decisamente…Una
curva di coppia talmente liscia da poterci giocare a biliardo e una
massa volatica superiore alla media nascondono l’effettivo potenziale
espresso del 4 in linea (con catena di distribuzione centrale) che dà il
meglio di sé solamente oltre i 10.000rpm segnati (momento della
massima coppia disponibile, 83Nm di pura dolcezza) per poi spegnersi
intorno ai 13.000rpm decretando la resa dei 137Cvini di
buona volontà disponibili alla manetta del fortunato
Smanettone di turno… Un
range d’utilizzo effettivo piuttosto limitato in
realtà ma ottimamente coadiuvato da un cambio
quasi perfetto soggetto, solo raramente, a rifiuti in scalata assassina…
Passando
al capitolo Ciclistica non si può non
osannare lo splendido lavoro compiuto nella progettazione e
realizzazione del probabilmente miglior avantreno mai realizzato per una
sportiva “di serie” che permette di “fare il tempo” scordandosi di aver
a che fare con un motore dalla “zona utile” quasi 2tempistica. Un
avantreno dalla precisione chirurgica in ogni frangente che rende
superfluo preoccuparsi di cosa stia combinando la ruota posteriore…
Staccata, inserimento e percorrenza di curva si amalgamano in una poesia
che ha del magico… Il gruppo perno ruota, forcella e semimanubri, grazie
ad una rigidità torsionale da riferimento, regalano la sensazione di
guidare direttamente sul perno ruota permettendo di percepire, ancor
prima di sentire, cosa stia combinando la ruota anteriore consentendoci
di dosare la richiesta di grip con quello
effettivamente disponibile… La sensazione reale è che sia
praticamente impossibile finire gambe
all’aria per perdita d’aderenza tale è la purezza del rapporto
ruota-pilota…
In staccata la
bontà del progetto viene confermata da una
sensibilità eccezionale, turbata solo dalla consapevolezza che un
bell’impianto Brembo,
oltre a funzionare a dovere come (e forse meglio) il
Nissin di serie, avrebbe regalato alla MV
un fascino ancora più italiano…L’ottima sensibilità e il ridotto
sforzo richiesto dalla leva per produrre decelerazioni maiuscole
denotano un kit votato alle gare e proveniente dalle stesse relegando al
piccolo disco posteriore il ruolo di comprimario da chiamare in causa
solo per mitigare e addolcire il comportamento del F4 quando
davvero si esagera con manate pesanti e “vagamente irresponsabili” sul
punto di corda o in inserimento…
Tirando le somme ci
troviamo davanti ad una moto tanto bella quanto “viva”…
Una fredda
Jap è sicuramente superiore come cavalleria
e, magari lavorandoci un (bel) po’ sulla ciclistica è possibile colmare
o quasi il gap con la bontà ciclisticà
dell’italiana ma…
…rimarrà sempre una
moto “fredda”, un oggetto inanimato, al contrario
della Augusta…
L’MV ha dalla sua un padre
illustre che le ha donato la vita…Non è perfetta,
anzi, ha molti difetti… Non
è indistruttibile, tutto il contrario, soffre molto di fragilità
meccanica…
Non è economica…
Magari!
Ma ha quel
nonsochè che ci porta a sussurrarle la
buonanotte la sera quando, stremati da una giornata di Km e CV, stiamo
per chiudere il box e sfilarci dall’abbraccio della tuta per affrontare
un’altra settimana di duro lavoro…
Se devo esser sincero già mi
manca…
Mario aka Icy
Tester Cage of Smanettoni.Net
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