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L’unica streetfighter pronta
ad offrire: un’ottima protezione aerodinamica, spazio, comodità ed una
guida efficacissima su qualunque percorso. E’ agilissima a scendere in
piega, ha coppia in abbondanza ed ha una stabilità in curva
impressionante. Tanto per rendere l’idea, questa moto eredita da
una delle regine della Superbike, la carenata RSV1000: il
collaudatissimo motore bicilindrico 4 tempi a V 60°, il telaio,
un doppio trave in alluminio, ed il bellissimo forcellone,
anche esso in alluminio. La componentistica è di altissimo
livello e solo guardandola con attenzione si possono cogliere tutti i
preziosi particolari.
La
moto esce già di serie con tubi in treccia metallica che vanno a
potenziare il già formidabile impianto frenante
“serie oro” della Brembo; all’anteriore troviamo due dischi
flottanti in acciaio inox da 320mm e, al posteriore, uno da
220mm. Le forcelle sono della Showa e sono completamente
regolabili.
La strumentazione è più che completa, ma non facilissima da usare per
via delle numerosissime funzioni (ad un certo punto avevo messo il
tachimetro in miglia...e personalmente non so neanche cosa sono le
miglia…) Le funzioni sono tante e i dati segnati anche; segnala un po’
tutto: tensione della batteria, orologio, temperatura e tempi, grazie
all’utilissimo cronometro azionabile mentre si sta girando, che
permette di memorizzare fino a 40 giri…quindi se non avete un
trasponder…non vi dovrete più preoccupare di lasciare la vostra
ragazza ai box a prendervi i tempi!
Esteticamente
le uniche due cose che non mi hanno convinto sono: i bruttissimi
specchietti che ricordano molto il mio primo motorino, un piaggio ciao…
e lo scarico originale che dire “grosso” non rende l’idea di quanto sia
“enorme”… (17kg)
inoltre il brutto vizio di rimanere bollente
per ore dopo aver spento la moto...scottature assicurate! La Tuono
non è una
bicicletta nelle manovre da fermo e neanche nelle inversioni; se non
siete alti almeno 1.70 vi risulteranno un po’ difficoltosi i movimenti
in quanto la sella è più alta rispetto ad altre naked, ma una volta in
movimento la posizione di guida è ottima, da supersportiva pura e grazie
a quel manubrione da perfetto “teppista” vi permetterà di macinare
kilometri di curve la domenica, senza tornare a casa con i polsi a
pezzi, e con una facilità che non immaginereste.
Nata in pista, ma adattata
perfettamente alla guida in strada, la Tuono permette di essere veloci
anche in circuito; con un’ottima luce a terra, pedane molto alte
e manubrione, la moto permette un controllo eccezionale nei cambi di
direzione e vi perdonerà tante “cammellate” che, con un altro mezzo, si
sarebbero tramutate in una scivolata garantita.
Durante la
prova, nella pista di Magione (un circuito mooolto guidato per
chi non ci fosse mai stato), la moto si è dimostrata efficacissima sotto
tutti i punti di vista: inserimenti fulminei, stabilità in percorrenza
di curva e la sensazione di guidare una moto molto ben bilanciata.
Bisogna solo dosare bene il gas in uscita perché tutta l’adrenalina che
c’è sotto il serbatoio, quando entra in coppia, mette in crisi
ciclistica e pneumatico…
Con la Tuono, per scendere in pista e potervi divertire basta poco:
innanzitutto ci vogliono pochissimi secondi per smontare portatarga,
specchietti e frecce; inoltre ha già i tamponi salvatelaio ed è
presente, di serie, un efficace ammortizzatore di sterzo, anche molto
bello esteticamente. Il set up delle sospensioni è rigido al punto
giusto, e se non siete esperti di regolazioni e avete un peso sui 70 kg,
lasciarlo cosi come sta è il compromesso migliore.
Il motore, il vero punto di
forza di questa moto, è un’ira di dio e sulle prime lascia un po’
sorpresi: tira già fortissimo sotto dai 2000 giri, ma fin qui si tratta
comunque di una spinta trattabile e gestibile che permette una guida
esaltante nel misto stretto; attenzione però in uscita dalle curve più
lente, è una volta passati i 6000 giri che inizia lo sballo! La brusca
entrata in coppia farà alleggerire magicamente il vostro avantreno e vi
regalerà fantastici monoruota … Per tenerla giù bisogna veramente
caricare l’avantreno o punterete sempre il cielo con i fari.
Il
sistema antisaltellamento di progettazione Aprilia (PPC
Pneumatic Power Clutch) è ottimo; l’ho stressato al limite, tentando
qualche derapata in staccata, ma per far scivolare la ruota posteriore
bisogna davvero impegnarsi a fondo perché la moto rimane sempre
compostissima.
La frenata ha una potenza e una
modulabilità eccezionali, qualcosa che non mi aspettavo proprio, vi
potrete permettere il lusso di staccare dove non sognavate neanche. Il
freno posteriore invece mi ha convinto poco…d’altronde non se ne fa un
uso eccessivo. La frizione è un po’ dura da azionare, ma molto
modulabile e potrete maltrattarla a piacimento perché è sempre
all’altezza della situazione. Un po’ lunghi invece i rapporti, ma per i
più esigenti c’è sempre la possibilità di acquistare il pignone da 16
che sulla versione Factory è già compreso. (Attenzione: una volta
montato potrete smontare la ruota anteriore, perché non vi servirà
più..)
La ciclistica trasmette
sicurezza e allo stesso tempo rende la moto molto intuitiva: vi sembrerà
di essere su una supersportiva, ma incredibilmente facile da portare al
limite…così, senza che ve ne accorgiate, avrete anche ottimi riscontri
cronometrici.
Nel test a
Magione, data la temperatura caraibica, non ho potuto utilizzare le
Dunlop D207 di primo equipaggiamento; quindi ho montato un treno di
Pirelli Supercorsa SC2 e di misura 180 al posteriore (la casa la fa
uscire con il 190 ma il libretto porta entrambe le misure), cosi facendo
la moto è diventata ancora più agile, un’arma micidiale nel misto…e
divertimento assicurato!
Su strada non ce n’è per nessuno. La
tuono è la classica moto che farebbe diventare un teppista anche Papa
Voitiua !!!
Salite su un’ RSV
scarenata, con lo sterzo da cross, e affrontate un passo di montagna: vi
dovranno sparare per potervi stare dietro. Molti amici che sfoggeranno
gli ultimi capolavori “made in japan” da 180cv si vedranno costretti a
rincorrervi…inutilmente, vi staranno dietro a fatica…e…faranno gli
invidiosi!
La sella come già detto
è un po’ alta e all’inizio non vi sarà facilissimo mettere il ginocchio
a terra, ma una volta presa confidenza (e lo ribadisco…fate con calma o
ve la mettete per cappello), inizierete ad essere dei fulmini su
qualunque passo di montagna o percorso scegliate la domenica con gli
amici…e anche le vostre saponette potranno raccontarlo.
Lasciate
però a casa il passeggero perché con questa moto, quando si inizia a
fare sul serio, per il povero passeggero è quasi impossibile mantenersi:
la spinta in accelerazione rende difficilissima la presa al serbatoio e
se non avete una zavorrina con il braccio di un culturista e svariati
tatuaggi… è meglio lasciarla a casa!
In città invece, guidando in
tranquillità, le cose cambiano: chi corre seri rischi è la vostra
patente…
I semafori
diventeranno finalmente vostri amici! La tuono è la moto ideale per
farvi fare la figura dello Stunt di professione perché ha il decollo
dell’anteriore scritto nel DNA, ma attenzione, bisogna darle del Lei
perché l’entrata in coppia, una volta che siete con la ruota in aria, è
veramente brusca e occorre un po’ di pratica le prime volte. Stesso
discorso per le frenate “plastiche”… gli stoppie sono il suo pane
quotidiano, non a caso lo stunt Mike Appel ha stabilito il record
mondiale di stoppie con una tuono abbassando la ruota posteriore dopo
248 metri! (ok, me ne mancano solo 238!).
Tanto divertimento però si paga, il
vostro benzinaio di fiducia vi accoglierà sempre più spesso a braccia
aperte e se la userete anche per andare al lavoro tutti i giorni nel
traffico, lo vedrete cosi spesso che lo scambierete per un membro della
vostra famiglia…questa moto beve come un cammello!!! Comunque è un
sacrificio economico che si sopporta volentieri se si tiene presente che
si è seduti su una delle moto più divertenti al mondo. Inoltre, con la
componentistica di serie che vi viene offerta, anche il rapporto
qualità-prezzo di acquisto, vi sembrerà ottimo.
11.000 euro spesi nel migliore dei
modi! |