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Superbike, Icy & Bastaraims

Foto di Luvi

 

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Sponsor by Cruciani Moto 

E la Transalp Inizia a Tremare!!!!

Ebbene si, dopo anni di predominio nella fascia delle bicilindriche da entro fuoristrada, che il più delle volte il massimo che vedono è però un semplice sterrato, è arrivata l’ultima nata della casa di Hamamatsu.Ed è un arrivo che fa invecchiare di colpo il tre valvole Honda di almeno vent’anni….o meglio…improvvisamente ci si accorge che i suoi 17 anni, anche se più volte aggiornata, li ha tutti quanti!!Esteticamente è ovviamente molto simile alla sorellona di 1000 cc., anche se un occhio attento si accorge subito che delle differenze ci sono.Innanzitutto il motore è di ingombri più ridotti, la carrozzeria è più slanciata e il silenziatore di scarico è uno solo.In tutto questo magari stonano un pochino i fari anteriori, gli stessi impiegati sulla 1000, che su una linea più slanciata come quella della “piccolina” sembrano guardarti con un’attenzione incredibile (leggi sono un po’ troppo grandini), ma leggi di economia industriale impongono anche scelte simili.

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scheda tecnica

V Strom

SV 650

 

Una volta saliti in sella a sorprendere è la “vastità” dell’insieme sella, cupolino e strumentazione, si ha un mare di moto davanti a se, comunque non è male come sensazione, ci si sente vagamente protetti.Dondolando la moto tra le gambe (chi scrive è alto 1:88 ), si ha la percezione del baricentro, non bassissimo, e del peso effettivo del mezzo, che una volta in movimento, anche a basse velocità, sparisce come per incanto, anche se parliamo sempre di 213 Kg in ordine di marcia (dati dichiarati dalla Casa).Gli slalom in mezzo al traffico riescono con una disinvoltura da scooter, e solo il largo manubrio a volte mette in difficoltà, ma è aumentando l’andatura che questa moto ci ha di nuovo sorpresi.

L’ottima protezione aerodinamica ed il motore dalla buona spinta, se non si tiene d’occhio il contachilometri, fanno sì che ben presto ci si trovi a velocità da arresto immediato senza neanche accorgersene.Solo la pressione aerodinamica sulle spalle, peraltro assolutamente non fastidiosa, riesce a dare un sentore della velocità a cui si viaggia, ma non abbiamo provato a regolare l’altezza del parabrezza, vuoi perché per approfittare delle tre possibilità di regolazione bisogna armarsi di attrezzi e di 10 min. di tempo, vuoi perché la nostra proverbiale pigrizia ha prevalso su ogni cosa…..Questa eccellente protezione è progettata talmente bene da non  alleggerire la moto ad andature prossime alla velocità massima e anche i curvoni autostradali presi in pieno non mettono mai in crisi la stabilità del mezzo (e la biancheria del conducente).

Dove la V-Strom avrebbe bisogno di quote ciclistiche più agili e di un peso inferiore è nel misto stretto, dove, per cercare di andare veramente veloci, sembra di piegare un mezzo decisamente più ingombrante, nulla di preoccupante comunque e, fattaci la mano, ci si può anche divertire.La frenata è sempre potente e decisamente modulabile e, anche dopo ripetute sollecitazioni, i due grossi dischi anteriori non sembrano accusare il colpo e la corsa della leva si allunga, ma non in maniera seria.Il disco singolo posteriore fa sentire in maniera chiara il suo apporto, utile soprattutto quando si viaggia in due o a pieno carico.

OK... FRENA... MA RIMETTILA GIU!!!!!! E sì perché questa è una moto smaccatamente votata al turismo, di coppia o da “single” e la Suzuki, a tale scopo, ha già realizzato tutta una serie di accessori e altri sono in fase di realizzazione.La posizione in sella è naturale ed estremamente comoda, forse un pelo troppo infossata. Tutto si trova esattamente dove lo si aspetta, dai comandi al manubrio alle pedane, anche appena scesi da una moto dall’impostazione completamente diversa, segno che i progettisti Suzuki in quanto ad ergonomia sanno il fatto loro.Il passeggero dispone di una porzione di sella molto ampia e comoda come imbottitura, oltre a due maniglie abbondanti alle quali reggersi.

Con queste premesse viene naturale immaginarla impegnata in lunghi trasferimenti senza che ciò comporti sofferenze di sorta ed anche i consumi del motore e la capienza del serbatoio la aiutano a calarsi a perfezione nel ruolo di “macinachilometri”.Il motore è la conosciuta e collaudata unità che equipaggia la serie SV, rivisto in alcuni dettagli per adattarne l’erogazione al diverso utilizzo.

Cambiano infatti il diagramma della distribuzione e la mappatura della centralina che regalano al motore un comportamento da perfetto passista.Già dai primi metri ci si accorge che ha ben poco in comune col fratello montato sulla nuda; spinge subito forte e regolare, già dai 2500 /3000 giri/min e sale con una progressione che, come accennavo prima, definirei elettrica, fino ai 9000 rpm, oltre i quali è assolutamente inutile insistere.Il limitatore rimane infatti uno sconosciuto (interviene a 10500 rpm) perché è l’erogazione stessa che ci avvisa che è decisamente il caso di cambiare marcia. Le vibrazioni sono lievi durante tutto l’arco di utilizzo e, solamente intorno ai 7000 rpm, diventano più evidenti su manopole e sella, quando si avverte anche un rumore leggermente troppo barattoloso provenire dal motore (sospetto che fosse comunque una caratteristica del mezzo messoci a disposizione).Comunque resta una unità perfetta per potenza e coppia per la destinazione di questa moto.In definitiva è una moto “intelligente”, ben costruita, dalle soluzioni estetiche coraggiose, che comunque sicuramente conquisteranno il pubblico, con un motore potente e regolare dotato di una erogazione “facile”, e dotazioni di tutto rispetto; sicuramente ne vedremo girare parecchie quest’estate in giro per tutta Europa, a macinare chilometri come se nulla fosse…complimenti di nuovo alla Suzuki.