Gatta morta!!

Potrebbe tranquillamente definirsi in questo modo la nuova versione del vendutissimo modello della Suzuki, la SV 650, che, in vendita dall’Aprile del 2003, ha visto un generale restiling, oltre che un aggiornamento delle caratteristiche tecniche.

La linea ha acquistato una sportività prima sconosciuta, con linee tese e spigolose, come vuole la tendenza attuale, ed un codino che spara deciso verso l’alto, impreziosito da un faro fatto di due linee di led verticali, che viste da dietro rendono immediatamente riconoscibile la nuova suzukina.

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scheda tecnica

V Strom

SV 650

 

ll motore invece ha perso i carburatori in favore dell’iniezione, ma non di una “semplice “iniezione…bensì del sistema dual throttle usato dalla Suzuki anche per i modelli sportivi.   In ogni corpo degli iniettori vi sono due farfalle, una comandata direttamente dalla manopola del gas, la seconda invece da una centralina che rileva la posizione della manopola del gas stessa , la posizione dell’albero motore e la marcia inserita, per ottimizzare sempre l’erogazione del motore in ogni situazione. Lo scarico vede l’adozione di un catalizzatore (non ci appoggiate mai nulla sopra…cuoce…letteralmente) oltre che dell’immissione di aria fresca nei condotti per ossidare eventuali carburi incombusti, in modo da far rientrare l’SV pienamente nella normativa EURO2.

Cambiano il telaio, più robusto, il serbatoio, il codone, il forcellone, i cerchi, i mozzi dei freni anteriori, dicono la forcella (stessi problemi del modello vecchio…appena appena più frenata)….ma…così descritta sembra un’altra moto. Mantiene però quel Family Feeling (erano righe e righe di articolo che volevo usare questa espressione) che la fanno riconoscere a prima vista come una Suzuki prima..e come una SV poi.

La posizione di guida leggermente caricata sui polsi, ma comodissima, risente di una sella più alta rispetto al modello precedente ed ad un serbatoio con gli incavi più pronunciati..insomma…a me piace tantissimo; senti di dominare completamente la moto, la senti in mezzo alle gambe (non vado oltre sennò mi censurano) e questa sensazione viene bruscamente spazzata via solo alla prima piega affrontata freni in mano…o anche alla prima frenata decisa: ma che cosa ci hanno messo davanti….una forcella o delle molle dei cavallucci a dondolo?!?

Proviamo a precaricarla a morte (in fondo peso sempre 85Kg…mica uno scherzo) e, già che ci siamo, aumentiamo di un paio di tacche il precarico pure dietro

Adesso le cose vanno decisamente meglio…quello che manca ancora (grazie al cavolo direte voi) è il freno idraulico; finché vai piano è tutto Ok, ad andature più allegre si controlla ancora bene, ma se si decide di avere proprio fretta allora preparatevi a domarla di forza, non aiutati dalle coperture di serie che, specie con le temperature di questo periodo, sembrano fatte a Carrara. Ma và proprio così male?? Assolutamente no…è una moto divertentissima, sincera nei comportamenti che avrebbe solo bisogno di sospensioni, soprattutto l’anteriore, dall’idraulica migliore; anche le gomme, seppure “marmoree”, avvertono sempre con un certo anticipo di quando stanno per “capitolare”.

Il motore dal suo canto, fa immediatamente dimenticare ogni perplessità circa la ciclistica; se si vuole andare a spasso gira basso e regolare, senza strappi anche in sesta a 3000 giri, se si vuole aumentare l’andatura è possibile cambiare marcia a cinque seimila giri e muoversi con sorprendente rapidità, confortati anche dall’idea che non stiamo consumando praticamente nulla.

Ma è superati i 7000 giri che questa unità si rivela a noi in tutta la sua sportività; da quel regime fino ad almeno 10500 giri il motore allunga prepotente (si si …ho detto prepotente), perdendo solo appena un po’ di slancio superata tale soglia, per poi cozzare pesantemente contro il limitatore.Sorpresa ed Ammirazione…e chi se lo immaginava, ma d'altronde la nuova SV ha guadagnato ben 7 CV veri alla ruota rispetto alla precedente; siamo a quota 70 CV e rotti, e non sono poi pochi.In virtù di questo motore così gustoso si è in grado di raggiungere facilmente i 208Kmh indicati, ma, se non si ha montato un qualche cupolino aftermarket, ci si può rimanere per molto poco. La protezione aerodinamica come concepita dalla casa madre è assolutamente assente e si viaggia comodi solo fino ai 110/120 Kmh….oltre inizia la tortura, a meno di “assogliolarsi” sul serbatoio (il che è comunque una tortura).

C’è da dire che però, con un semplice cupolino per moto Naked, anche piuttosto bassino, la situazione è migliorata dal giorno alla notte e, fino ai 150Kmh indicati, si è in grado di rimanere eretti alla guida.Il cambio è “giapponese”, e solo a freddo e a bassi giri denuncia una certa ruvidezza nei passaggi, sia a salire che a scendere di marcia.La frenata anteriore è addirittura esuberante rispetto alla gommatura ed alla forcella, che, se si sfrutta a fondo l’impianto, arriva a pacco abbastanza facilmente.Per contro la modulabilità è sempre eccellente, in ogni condizione e, anche dopo averlo stressato ben benino, l’avvicinamento della leva al manubrio è limitato. Il disco posteriore fa il suo dovere senza farsi notare, con discrezione oserei dire, potente quando serve (anche se richiede una certa pressione sul pedale), ben modulabile, onesto insomma (non ruba?!?….mah?).Tiriamo un pochino le somme? Una moto che ha rivelato doti insospettate, soprattutto motoristiche, con un comportamento ciclistico sempre comunicativo nei confronti del pilota, a dispetto delle piccole pecche, comuni comunque a molte Naked, buona per andare al lavoro, per una gita fuori porta, decisamente meno per un viaggio che superi i 200Km, a meno di non fare almeno una pausa per “rianimare il posteriore”, ottima per fare gli “scemi” (mi avete capito vero??), un pochino poco ospitale con eventuali passeggeri rispetto al modello precedente, ma nulla di grave (sempre meglio di una R1).

Insomma, una bella motina che consiglio al neofita, che ne apprezzerà l’erogazione non impegnativa e le velocità raggiungibili tutto sommato basse, al pubblico femminile, anche se la sella è un po’ più alta della precedente, come al pilota esperto o smaliziato, che le saprà far fare cose assolutamente pregevoli e….da arresto. 

MA FRA LE DUE……. 

L’unico confronto sensato è sul motore, il solo elemento che accomuna i due modelli della casa di Hamamatsu.

Non avrebbe senso paragonare, se non nell’utilizzo cittadino, due moto dalla filosofia tanto diversa; e anche per l’utilizzo urbano alla fine è una questione di gusti, ovviamente chi scrive si è trovato meglio con la piccola “nuda”, piuttosto che con la turistica, ma non vale…il mio è un giudizio di parte.

Per il motore invece si possono fare dei paragoni, che hanno sorpreso me come anche gli altri tester.

Solo cambiando la programmazione della centralina e il diagramma di distribuzione sembra di avere due motori completamente diversi.

L’unità della V-Strom è più piena dai 2000 rpm ai 4500 rpm sembra anche decisamente più fluida e priva del leggero effetto “interruttore” che affligge la sorella “ignuda”, da qui per circa 2000 giri i motori sembrano equivalersi (ricordiamoci però della rapportatura finale più corta), ma è dopo i 7000 rpm che il motore della SV si fa beffe della V-Strom.

Come dicevamo l’unità della SV spinge decisa senza posa fino quasi al limitatore, prima del quale ha solo una lieve flessione, mentre quella della V-Strom a 9000 rpm ha già dato tutto quello che aveva.

Questo non vuol dire comunque che uno sia meglio dell’altro, sono erogazioni perfette per le rispettive destinazioni dei due modelli, quindi per forza di cose differenti fra loro.

A voi la scelta…