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motore invece ha perso i carburatori in favore dell’iniezione, ma
non di una “semplice “iniezione…bensì del sistema dual throttle
usato dalla Suzuki anche per i modelli sportivi. In ogni
corpo degli iniettori vi sono due farfalle, una comandata direttamente
dalla manopola del gas, la seconda invece da una centralina che
rileva la posizione della manopola del gas stessa , la posizione
dell’albero motore e la marcia inserita, per ottimizzare sempre
l’erogazione del motore in ogni situazione. Lo scarico vede l’adozione
di un catalizzatore (non ci appoggiate mai nulla
sopra…cuoce…letteralmente) oltre che dell’immissione di aria fresca
nei condotti per ossidare eventuali carburi incombusti, in modo da far
rientrare l’SV pienamente nella normativa EURO2.
Cambiano il telaio,
più robusto, il serbatoio, il codone, il forcellone, i cerchi, i mozzi
dei freni anteriori, dicono la forcella (stessi problemi del modello
vecchio…appena appena più frenata)….ma…così descritta sembra un’altra
moto. Mantiene però quel Family Feeling (erano righe e righe di
articolo che volevo usare questa espressione) che la fanno riconoscere
a prima vista come una Suzuki prima..e come una SV poi.
La posizione di guida leggermente
caricata sui polsi, ma comodissima, risente di una sella più alta
rispetto al modello precedente ed ad un serbatoio con gli incavi più
pronunciati..insomma…a me piace tantissimo; senti di dominare
completamente la moto, la senti in mezzo alle gambe (non vado oltre
sennò mi censurano) e questa sensazione viene bruscamente spazzata via
solo alla prima piega affrontata freni in mano…o anche alla prima
frenata decisa: ma che cosa ci hanno messo davanti….una forcella o
delle molle dei cavallucci a dondolo?!?
Proviamo a precaricarla a morte (in
fondo peso sempre 85Kg…mica uno scherzo) e, già che ci siamo,
aumentiamo di un paio di tacche il precarico pure dietro
Adesso le cose vanno
decisamente meglio…quello che manca ancora (grazie al cavolo direte
voi) è il freno idraulico; finché vai piano è tutto Ok, ad andature
più allegre si controlla ancora bene, ma se si decide di avere proprio
fretta allora preparatevi a domarla di forza, non aiutati dalle
coperture di serie che, specie con le temperature di questo periodo,
sembrano fatte a Carrara. Ma và proprio così male?? Assolutamente no…è
una moto divertentissima, sincera nei comportamenti che avrebbe solo
bisogno di sospensioni, soprattutto l’anteriore, dall’idraulica
migliore; anche le gomme, seppure “marmoree”, avvertono sempre con un
certo anticipo di quando stanno per “capitolare”.
Il motore dal suo canto, fa
immediatamente dimenticare ogni perplessità circa la ciclistica; se si
vuole andare a spasso gira basso e regolare, senza strappi anche in
sesta a 3000 giri, se si vuole aumentare l’andatura è
possibile cambiare marcia a cinque seimila giri e muoversi con
sorprendente rapidità, confortati anche dall’idea che non stiamo
consumando praticamente nulla.
Ma è superati i
7000 giri che questa unità si rivela a noi in tutta la sua
sportività; da quel regime fino ad almeno 10500 giri il motore
allunga prepotente (si si …ho detto prepotente), perdendo solo appena
un po’ di slancio superata tale soglia, per poi cozzare pesantemente
contro il limitatore.Sorpresa ed Ammirazione…e chi se lo immaginava,
ma d'altronde la nuova SV ha guadagnato ben 7 CV veri alla
ruota rispetto alla precedente; siamo a quota 70 CV e rotti, e
non sono poi pochi.In virtù di questo motore così gustoso si è in
grado di raggiungere facilmente i 208Kmh indicati, ma, se non
si ha montato un qualche cupolino aftermarket, ci si può rimanere per
molto poco. La protezione aerodinamica come concepita dalla
casa madre è assolutamente assente e si viaggia comodi solo fino ai
110/120 Kmh….oltre inizia la tortura, a meno di “assogliolarsi” sul
serbatoio (il che è comunque una tortura).
C’è da dire che però,
con un semplice cupolino per moto Naked, anche piuttosto bassino, la
situazione è migliorata dal giorno alla notte e, fino ai 150Kmh
indicati, si è in grado di rimanere eretti alla guida.Il cambio è
“giapponese”, e solo a freddo e a bassi giri denuncia una certa
ruvidezza nei passaggi, sia a salire che a scendere di marcia.La
frenata anteriore è addirittura esuberante rispetto alla gommatura
ed alla forcella, che, se si sfrutta a fondo l’impianto, arriva a
pacco abbastanza facilmente.Per contro la modulabilità è sempre
eccellente, in ogni condizione e, anche dopo averlo stressato ben
benino, l’avvicinamento della leva al manubrio è limitato. Il disco
posteriore fa il suo dovere senza farsi notare, con discrezione
oserei dire, potente quando serve (anche se richiede una certa
pressione sul pedale), ben modulabile, onesto insomma (non
ruba?!?….mah?).Tiriamo un pochino le somme? Una moto che ha rivelato
doti insospettate, soprattutto motoristiche, con un comportamento
ciclistico sempre comunicativo nei confronti del pilota, a dispetto
delle piccole pecche, comuni comunque a molte Naked, buona per andare
al lavoro, per una gita fuori porta, decisamente meno per un viaggio
che superi i 200Km, a meno di non fare almeno una pausa per “rianimare
il posteriore”, ottima per fare gli “scemi” (mi avete capito vero??),
un pochino poco ospitale con eventuali passeggeri rispetto al modello
precedente, ma nulla di grave (sempre meglio di una R1).
Insomma, una bella motina che consiglio
al neofita, che ne apprezzerà l’erogazione non impegnativa e le
velocità raggiungibili tutto sommato basse, al pubblico femminile,
anche se la sella è un po’ più alta della precedente, come al pilota
esperto o smaliziato, che le saprà far fare cose assolutamente
pregevoli e….da arresto.
MA FRA LE DUE…….

L’unico confronto
sensato è sul motore, il solo elemento che accomuna i due modelli
della casa di Hamamatsu.
Non avrebbe senso
paragonare, se non nell’utilizzo cittadino, due moto dalla filosofia
tanto diversa; e anche per l’utilizzo urbano alla fine è una questione
di gusti, ovviamente chi scrive si è trovato meglio con la piccola
“nuda”, piuttosto che con la turistica, ma non vale…il mio è un
giudizio di parte.
Per il motore
invece si possono fare dei paragoni, che hanno sorpreso me come anche
gli altri tester.
Solo cambiando la
programmazione della centralina e il diagramma di distribuzione sembra
di avere due motori completamente diversi.
L’unità della
V-Strom è più piena dai 2000 rpm ai 4500 rpm sembra anche
decisamente più fluida e priva del leggero effetto “interruttore” che
affligge la sorella “ignuda”, da qui per circa 2000 giri i motori
sembrano equivalersi (ricordiamoci però della rapportatura finale più
corta), ma è dopo i 7000 rpm che il motore della SV si fa beffe
della V-Strom.
Come dicevamo
l’unità della SV spinge decisa senza posa fino quasi al limitatore,
prima del quale ha solo una lieve flessione, mentre quella della
V-Strom a 9000 rpm ha già dato tutto quello che aveva.
Questo non vuol
dire comunque che uno sia meglio dell’altro, sono erogazioni perfette
per le rispettive destinazioni dei due modelli, quindi per forza di
cose differenti fra loro.
A voi la scelta…