KAWASAKI ZX10R
Tester cage by: Superbike
“La Kawaski Air Line vi da il benvenuto a bordo….. allacciate le cinture ragazzi perché si decolla sul serio!”    

Era davvero tanta la nostra attesa per provare questo gioiello della casa di Akashi e finalmente quando la Kawasaki ci ha dato questa opportunità, non ce la siamo fatta scappare! Per questa prova quale occasione migliore del suo habitat naturale?.....LA PISTA!!!

 

La moto anche da sopra al cavalletto trasmette adrenalina pura, le forme cosi affilate non lasciano dubbi… è lei la regina delle maxisportive. Il progetto prevedeva una moto estrema, senza compromessi, capace di regalare emozioni uniche mirando al contenimento dei pesi e al massimo delle prestazioni con il risultato finale di superare per la prima volta, su una moto targata, il rapporto peso/potenza portandola a 175 cv su 170 kg; ovvero una superbike di qualche anno fa.

 

Il Telaio a doppio montante è interamente in alluminio, leggero ed estremamente compatto si distingue per il passo corto ed il lungo forcellone. Inoltre i montanti del telaio corrono sopra il motore per realizzare la stessa larghezza delle attuali moto di categoria 600.        Sempre per ridurre ulteriormente i pesi, troviamo la piastra superiore di sterzo forata ed alcuni elementi interni alla forcella sempre in alluminio. La forcella è una upside-down con steli da 43 mm completamente regolabile cosi come il mono posteriore a gas.

Alla base della splendida forcella troviamo le due pinze radiali a 4 pistoncini contrapposti unite alla novità che più salta all’occhio del motociclista di “tendenza” : i dischi anteriori a margherita da 300mm che, uniti al potentissimo impianto frenante, permettono staccate che neanche sognavate su altre moto e il tutto con una fantastica modulabilità, per non parlare poi di come vengono bene gli stoppie! (un commissario di Binetto mi sta ancora cercando..)

La posizione in sella è stata studiata seguendo le indicazioni di molti piloti, i semimanubri sono spioventi e la posizione è molto caricata, aggressiva se proprio vogliamo usare la parola più appropriata. Le pedane sono alte e, a meno ché non siate piloti di trofei dalle pieghe che sfidano le leggi della fisica, non sentirete l’esigenza di cambiarle con pedane più arretrate!

La strumentazione non è di quelle che preferisco: il contagiri a cristalli liquidi, con quella linea sottile di led che corre veloce intorno al display, non è di facilissima lettura, e sulla Zx10R è molto importante tenere d’occhio i giri-motore, perché è davvero facile esagerare e finire col ritrovarsi la moto per cappello! Comunque c’è tutto il necessario per tenere sotto controllo: temperatura, ora, km parziali e totali; inoltre troviamo la spia della cambiata regolabile e un cronometro azionabile dal pilota per prendere autonomamente i tempi in pista, senza dover lasciare il vostro amico ai box (né tantomeno la vostra fidanzata, che vi ha già piantato quando ha visto lo spazioso sedile passeggero!). 

Notevoli anche alcune finezze come: gli indicatori di direzione anteriori integrati nella carena, l’affilatissimo fanale posteriore a led, il coprisella monoposto che può andare a sostituire la piccola sella passeggero dando alla moto una linea ancora più aggressiva e infine il bellissimo terminale, ovale, interamente in titanio.

Il motore, è il vero pezzo forte di questa moto, qualcosa di mai provato prima… sinceramente alla prima apertura di gas sono rimasto senza parole… si è come catapultati in un’altra dimensione e non solo perché ci si  accorge che non si è più su entrambe le ruote!  (Ho compreso bene lo spot della Kawasaki "pensiero verticale"... )

Aggiungete inoltre che: la moto è decisamente corta, iper reattiva, capace di inserimenti in curva degni di una 600 ed ha una grandissima stabilità e maneggevolezza, nonostante le Dunlop durante il nostro test la rendessero più nervosa del dovuto. Nei primi giri mi sono più che altro divertito a sentire la progressione, il tiro ai bassi e la ripresa del motore; sempre perfetta l'erogazione e anche in sesta i quattro cilindri Kawasaki, lasciano il sorriso… Una volta preso un po’ il ritmo, e fatti salire i giri, è iniziato a uscire fuori il diavolo che sta sotto il serbatoio.

In uscita di curva passati gli 8000 giri non c’è verso di tenere giù l’avantreno, e in terza stesso discorso… Non è tanto la quantità dei cavalli  dichiarata a mettere in apprensione, perché la ciclistica trasmette sicurezza, è piuttosto il modo in cui il motore li spara fuori, superata la zona tranquilla del contagiri, di colpo viene fuori quella piccola “R” che leggiamo sulla carena a ricordarci che la ZX10R non è una moto con cui si può scherzare…va rispettata!

Ho provato a tirare tutta la prima e ho letto 168 km/h sul display. Una cosa di cui la moto necessita a mio avviso è un ammortizzatore di sterzo, perché ragazzi quando si inizia a fare sul serio, con questa moto, le sbacchettate sono compagne di avventura costanti; è quasi obbligatorio se si vuol stare un po’ più tranquilli visto che sui rettilinei, quando si da il vero gas, si “galleggia” sempre fino alla quarta. Vostri alleati fedeli invece saranno sempre i freni di questa moto, i migliori di serie mai provati; così come la frizione antisaltellamento che permette numeri in staccata, con la moto che non si scompone neanche nelle staccate più estreme.

Il cambio è ottimo a salire, anche nei cambi aerei in monoruota… ma ha mostrato alcune incertezze in scalata. La ZX10R è unica, affascinante, dirompente, una moto che vi regalerà di sicuro emozioni forti ogni volta che salirete in sella,ma non è una moto nata per andare a spasso… soprattutto non è una moto per chi ha poca esperienza.

Se la vostra meta è invece soprattutto la pista, dove noi abbiamo avuto la fortuna di provarla, è tra le migliori che possiate acquistare…sempre che vogliate qualcosa di VERAMENTE IGNORANTE!!!

Christian Aka Superbike

La prova completa sul numero di settembre di Xmoto

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