Un anno fa, la MotoGP festeggiava sul circuito del Mugello la tanto agognata prima vittoria di Danilo Petrucci nella Classe Regina. Pilota italiano, su moto italiana, in un tracciato italiano, nel giorno dell’anniversario della nostra Repubblica. Grandi giornate di sport. Ad un anno esatto da quell’evento, Danilo Petrucci è fuori da Ducati. Cos’è successo nel frattempo?
Le premesse c’erano tutte…
Nella primavera del 2018, Ducati non rinnova il contratto a Jorge Lorenzo. E mentre il maiorchino fa le valige alla volta di HRC, l’alfiere del team Pramac Danilo Petrucci prende il suo posto. La casa emiliana incassa critiche su critiche per la decisione presa, pur spiegandone velatamente gli intenti: nel box dev’esserci l’attaccante che lotta per il mondiale (Andrea Dovizioso) ed il difensore che porta punti buoni nel team. E chi meglio di un pilota che entra nel box con il casco tra le mani (e si accontenta di un ingaggio di 300.000€ l’anno)?
In virtù dell’exploit di Alvaro Bautista in SBK sulla Panigale V4R, molti suggeriscono uno scambio di sella tra lo spagnolo ed il ternano. Tutto prima che la stagione inizi.
2019 tra luci ed ombre
Nelle prime gare, Danilo rispetta le consegne, ma è pur sempre un pilota. Nella gara del Mugello è scatenato: velocissimo in qualifica, si gioca la gara con Marquez e Dovizioso. Contro ogni aspettativa (almeno al Mugello…), è Marc il più offensivo. All’ultimo giro, mentre il pilota Honda attacca il suo compagno di squadra alla San Donato, Petrucci li infila entrambi, preciso come un bisturi. Si porta in testa senza possibilità di replica. Danilo Petrucci vince la sua prima gara in MotoGP. E mentre al box si commuove, Dovizioso mal digerisce la sua grinta. Nelle gare successive, la spinta che lo aveva portato alla vittoria si esaurisce e Danilo, dapprima in lizza per il 3° posto iridato, chiuderà il mondiale in 5° posizione.
Danilo Petrucci fuori da Ducati
Nelle ultime settimane si è parlato a lungo del futuro di Danilo Petrucci, in virtù dell’arrivo di Jack Miller. Il bivio tra SBK e MotoGP non si pone per il diretto interessato: Danilo vuol rimanere nel Motomondiale. La domanda è scontata: su quale sella? Le migliori (Yamaha, Suzuki, Honda) sono già tutte prenotate. Aprilia deve ancora sciogliere il nodo Iannone.
In SBK, Petrucci avrebbe un mezzo competitivo per poter vincere e riproporsi alla MotoGP con un Curriculum più ricco. E’ pur vero che nel 2021 Petrux avrà 31 anni: (forse) troppi per tornare in MotoGP a lungo termine. Se non possiamo definirla strada senza uscita, non possiamo neppure parlare di soluzione indolore.
Questo addio di Ducati ricorda molto quello di Loris Capirossi, quando Stoner vinceva a ripetizione. Che l’australiano Miller possa essere una nuova luce per la casa bolognese?





